E come ogni anno, di questi tempi…cosa abbiamo cercato su Google? Ce lo dicono i #google #trends! Clic sul link, e buona lettura! ➡️https://trends.google.com/trends/yis/2018/IT/ ⬅️
Andrea Cartotto
Trainer Andrea
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Andrea Cartotto
Trainer Andrea
Perchè usare software libero (quello che chiamiamo anche “open source”) nella nostra vita quotidiana e in ambito scolastico?
Le risposte sono molteplici e, in questo estratto del mio recente intervento alla giornata nazionale Linux Day, in Liguria, cerco di darvi in circa 4 minuti le principali.
Buona visione!
Andrea Cartotto
Trainer Andrea
Ok, sono in ferie ma l’occasione mi sembrava troppo ghiotta: avete visto le novità introdotte da #Facebook? Nell’ultima versione della app, le icone presenti in alto (sistema operativo Android) diventano colorate quando sono selezionate: una piccola idea, gradevole per l’usabilità.
Con l’accesso al re dei social network da pc invece, via browser, ecco una miglioria molto interessante: gli elementi salvati (i post, cioè, di altri che decidiamo di salvare e “mettere da parte” per una futura consultazione) ora possono essere organizzati in RACCOLTE, assomigliando così sempre di più a veri e propri preferiti o segnalibri che molti di noi regolarmente utilizzano con i più comuni programmi di navigazione.
Facebook, insomma, punta sull’usabilità e cerca a mio avviso di creare un eco-sistema digitale in cui l’utente si trovi sempre più a suo agio: azioni per cercare di stabilizzare o aumentare il numero di utenti attivi, che sta risentendo della diffusione degli altri principali social media?
Provate le raccolte, intanto, e vedrete che sarà più comodo ritrovare quel post o quel video che giusto una settimana prima non avevamo potuto esaminare con la dovuta calma.
Andrea Cartotto
Trainer Andrea
Da Sanremese, sono affezionato alla Domenica delle Palme anche per una ragione che affonda le sue radici nella storia. Non è infatti un caso che, ogni anno, i “parmureli” – foglie di palma sapientemente intrecciate a mano – vengano forniti al Santo Padre per la celebrazione proprio dai floricoltori della città di Sanremo. Chi non conoscesse l’episodio a cui faccio riferimento, può agevolmente leggerlo qui, di seguito: https://bit.ly/2G9bP0F.
Una breve e laica riflessione su questa domenica, lasciandone altri profili di analisi a chi conosce a fondo Teologia e Sacre Scritture e, dunque, ha pieno titolo di parlare o scrivere dell’argomento, voglio però proporla qui. Mai come oggi, mi sento di ravvisare nel Vangelo parole di modernità, attuali e persino aderenti alla vita #digitale che ormai, tutti noi, stiamo affrontando.
I social media, Facebook in testa, mi ricordano mediante alcuni comportamenti dei loro utenti quella folla tumultuosa che osserva Gesù mentre viene condotto da Pilato, e alla stessa folla viene chiesto di “decidere” quale sorte debba toccare ad un uomo: vi viene forse in mente qualche analogia con i fatti di cronaca proposti, regolarmente, ogni giorno?
Mi pare anche che il Vangelo racconti degli haters, “passanti” del web il cui unico scopo è attaccare o denigrare senza alcuna finalità, così come passanti erano coloro che, dinnanzi a Gesù, lo schernivano invitandolo a salvarsi scendendo dalla croce.
I sommi sacerdoti, mi paiono assimilabili a talune alte cariche della società civile che, forse abusando del delicato ruolo da loro ricoperto, affidano ormai a media tradizionali riflessioni o espressioni di propaganda senza aver accuratamente soppesato le parole scelte. E, come sono solito ripetere ai ragazzi quando ci troviamo in classe, noi siamo sempre responsabili delle nostre parole nel momento esatto in cui abbiamo premuto un tasto “invio” o “pubblica”, essendo altrettanto responsabili dell’analisi, che dovremmo sempre fare, di come tali parole possano essere accolte dal destinatario di turno.
Il Centurione incarna, forse, il nostro stupore quando ci rendiamo conto di aver alimentato o fomentato il seguito dinnanzi alle fake news, rendendoci conto con imbarazzo dell’errore commesso laddove intervengano un altro utente o una fonte certa a rivelarci la verità.
In ultimo, Giuseppe d’Arimatea rappresenta probabilmente ciascuno di noi, nel momento in cui ricordiamo che è possibile – ed anzi, un dovere morale – provare pietà cristiana per chi è debole, in un momento di difficoltà, senza difese o forze. Ecco, compiendo una non semplice e forse azzardata analogia, laddove si sviluppino episodi di cyberbullismo – nel caso dei ragazzi – o molestie – nel caso degli adulti -, sarebbe bello che per ciascun caso un Giuseppe intervenisse non ad avere pietà di un corpo esanime, ma ad avere il coraggio di distinguersi dalla massa prendendo le parti o le difese di chi, per mille ragioni, in un dato momento della sua vita non ha la forza di farlo.
Che si sia credenti o meno, il testo integrale a cui faccio riferimento (dal Vangelo di Marco) è consultabile cliccando QUI.
Comprendo di aver proposto, sopra, un post particolare: chiamatela deformazione professionale, o forse è una forma di lateral thinking, ma mi piaceva l’idea di condividere un mio pensiero scritto “di pancia”, che idealmente a distanza si raccordasse con uno dei primi blogger che la storia ci abbia consegnato: un evangelista.
Andrea Cartotto
Trainer Andrea
Una vignetta che, di tanto in tanto, fa capolino sui social media, si interroga su come saranno i ricordi che le nonne “digitali” ci lasceranno, rispetto ad esempio alle immagini che oggetto del ricordo, sino ad oggi. Nel tentativo di spiegare meglio questo concetto, il celebre e pungente sito di humour (talvolta anche colorito) http://www.bastardidentro.it ha pubblicato, sulle sue pagine, l’immagine che vi riporto di seguito:
Ho scelto, di proposito e non me ne vorrete, questo incipit decisamente anti-conformista e fuori dagli schemi per riflettere con voi su come venga utilizzata, ritoccata, pubblicata, a volte svilita la nostra immagine online (con riferimento particolare a quella femminile), proprio dopo un paio di giorni dalla Giornata Internazionale della donna.
Sarebbe stato più semplice celebrare, invece, il fondamentale ruolo della donna nella nostra società (e, ancor più importante, nel quotidiano di ciascuno di noi) con espressioni e parole ricorrenti, ma ho scelto invece di riassumere il mio pensiero in alcuni punti, soffermandomi su quanto accade con regolarità nel #web: protagoniste e destinatarie sono proprio le bambine – ragazze – signore – madri – mogli – compagne – nonne, a cui va la mia carezza digitale condita da un personale grazie e qualche modesto consiglio:
Posto che, e lo considero scontato, tali consigli possono tranquillamente essere applicati per il sesso maschile, teniamo sempre a mente che il nostro essere, tutti, generati da una donna rappresenta la metafora più autentica ed indecifrabile del miracolo della vita. Anche per questo, educhiamo da subito gli uomini di oggi e di domani, ed anche le donne, a rigettare qualsiasi forma di violenza, sia essa fisica o verbale. Progrediamo tutti nella cultura dell’ESEMPIO, e serviamoci – questo sì – anche di uno strumento indispensabile come la rete Internet per diffonderlo.
Andrea Cartotto
Trainer Andrea
A titolo prudenziale, per la data di domani – 8 gennaio 2018 – il Sindaco della mia città, Sanremo, ha ritenuto di firmare un’ordinanza di chiusura scuole a seguito dello stato di allerta meteo emanato dalla Protezione Civile.
Poichè siamo, come ricordato prima, nel 2018, per veicolare quanto più possibile la comunicazione ai cittadini si è servito anche della sua pagina ufficiale su #facebook, regolarmente gestita. Proprio poco fa, consultando la home del noto social network e scorrendo vari posts mi sono imbattuto in questo, che vi riporto sotto forma di cattura schermo (clic sull’immagine per ingrandire):
In sintesi, un soggetto ancora in fase di individuazione ha pensato di bene di ricreare – molto probabilmente con un noto programma di ritocco digitale – un post fasullo, spacciandosi per il Sindaco di Sanremo, ritrattando la chiusura scuole disposta poco prima dal Sindaco, quello vero.
Purtroppo, data la cultura digitale media del nostro paese tristemente bassa, tale comunicato sciagurato pare abbia iniziato a circolare – sotto forma di screenshot (post immortalato come immagine) – all’interno di facebook e messenger, creando confusione tra utenti e cittadini sanremesi, coinvolti anche come genitori. “Che fare? Prima il Sindaco scrive che le scuole sono chiuse, poi dopo non molto tempo ci ripensa e le scuole dunque tornano magicamente aperte? Cosa facciamo con nostro figlio, lo mandiamo regolarmente in classe o meno?”
E’ dovuto intervenire Alberto Biancheri (sempre l’originale, il Sindaco eletto e non lo sciocco emulatore), per fare un po’ di chiarezza e portare all’attenzione la bufala bella e buona con un post smascherante, pubblicato sempre sulla sua pagina ufficiale. Ebbene: si fa un gran parlare di fake news, le notizie spazzatura, e qui sicuramente di “scarto digitale” stiamo parlando. Pensiamo, per un attimo, a come sia facile creare confusione all’interno della grande rete “internet” e a seminare il dubbio all’interno del regolare svolgimento delle attività quotidiane, ad esempio, di una città. Eppure, la bonifica del web parte sempre e solo da noi: dai nostri comportamenti virtuosi, dal non essere precipitosi di fronte ad una tastiera o allo schermo di uno smartphone, dal non avere sempre dannatamente fretta.
Così, è nata la mia riflessione pubblicata, giusto un’ora fa sul mio profilo facebook e sul gruppo cittadino di Sanremo. Che ne pensate?
Non ero al corrente di questo sgradevole falso, segnalato dal Sindaco di #Sanremo Alberto Biancheri, ma – deformazione professionale – questo mi consente di di ritornare sul tema dell’uso improprio di #internet e dei #social, da parte di qualche “utonto”. Come sono solito ripetere in classe, ai ragazzi, ma anche a docenti ed adulti, siamo noi ad inquinare il #web con i nostri scritti di getto, le parole poco o per nulla pesate, la lingua italiana maltrattata, il facile discredito gettato anche su chi non si conosce al grido di “tutti ladri”, se poi si tira in ballo la politica o la gestione, in generale, della res publica. Insomma, dovrebbero prevalere senso civico ed #educazionedigitale ma, se proprio per qualcuno debbono restare in un cassetto, che almeno si osservi un dignitoso silenzio. #trainerandrea#formazione#netiquette
Andrea Cartotto
Trainer Andrea
Poiché ormai é ufficiale, segnalo in particolare agli amici docenti che il 28 novembre, con inizio alle ore 17 presso la Scuola Secondaria di I Grado “Pascoli” di Sanremo (lieto di essere ad un evento nella mia cittá), interverró come relatore al corso per formare Esperti Garanti Unicef, nella mia veste di docente incaricato dalla Fondazione Franchi. Ringrazio il Comitato Unicef, nella persona della sua Presidente Colomba Tirari, e tutti coloro che interverranno. Per info ed ulteriori iscrizioni: mail a comitato.imperia@unicef.it.
Andrea Cartotto
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Siccome i fatti – e la nostra esperienza sui social media – ci dimostrano che non se ne parla mai abbastanza, eccomi ancora a “rompere” i cabasisi (licenza poetica del Maestro Camilleri) in merito ai comportamenti corretti da osservare, tanto su Facebook quanto sulle principali piattaforme social, da parte degli utenti.
Vi riporto, nel caso di specie, un estratto grafico tratto da un numero speciale della rivista di informatica più venduta in Italia, Win Magazine, a cui va il merito di proporre in generi contenuti di qualità adatti, per la gran parte, ad un pubblico curioso e non necessariamente troppo tecnico. Si tratta di un decalogo che, ad alcuni, potrebbe non aggiungere molto, ma sono pronto a scommettere che possa essere molto utile ad alcuni nostri amici, conoscenti, familiari.
D’altronde, il rispetto della netiquette (che ricordo essere il galateo di internet) passa anzitutto dall’esempio fornito da ciascuno di noi.
Buona lettura, e…occhio!
Andrea Cartotto
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Su www.valigiablu.it, efficace sito di giornalismo digitale, è apparsa l’immagine che riproduco qui sopra in merito al fenomeno attualissimo della “disinformazione in internet” e delle bufale che, ciclicamente, appaiono su web, social e programmi di messaggistica immediata come whatsapp. Chi mi segue, sa che da tempo conduco la mia personale “battaglia” professionale proprio contro le bufale (vedi il mio precedente articolo, cliccando QUI, con un buon consiglio per riconoscere le cosiddette fake news), e devo dire che i 7 modi di disinformare descritti nell’immagine sintetizzano perfettamente gli scenari digitali in cui tutti noi ci possiamo trovare, e in cui non dobbiamo cadere.
Teneteli dunque a mente, date un’altra letta a questo mio post e…mi raccomando, occhio a dove piazzate il mouse (o le dita, nel caso in cui utilizziate in prevalenza dispositivi mobili)! 😉
Andrea Cartotto
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