No, il titolo non vuole essere un ordine per voi che leggete… 😉
Grazie ad un’amica docente e simpaticamente mia fan, che preferisce restare “dietro le quinte” ed è appassionata di foto-ritocco, ho ricevuto alcune elaborazione grafiche davvero simpatiche che ritraggono…proprio me! Una coloratissima serie di “Keep Calm and Cartotto teach”, appunto, con una citazione addirittura del padre della psicoanalisi!
Insomma, ora ho anch’io il mio meme ufficiale, e trovate le sue differenti varianti nella galleria qui sotto.
Buon divertimento! P.s. immagini con Licenza Creative Commons e di proprietà dell’autrice.
Con gioia, condivido questa grande, grande soddisfazione professionale, certamente ambita da molti: un articolo scritto a quattro mani con l’amico Professor Daniele Scarampi, Docente ed esperto di Didattica della lingua italiana, pubblicato oggi da Treccani, nome storico per la storia del nostro paese che non necessita di presentazioni. Tema, quello trattato, assolutamente nelle mie corde e – per me e spero per voi che leggerete – appassionante. Mi farà piacere avere un vostro parere, e – qualora apprezziate i contenuti – una condivisione dell’articolo stesso. Consentitemi di essere orgoglioso e di ringraziare sentitamente il co-autore, già apprezzato nell’universo Treccani e con cui auspichiamo, reciprocamente, anche prossime collaborazioni.
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Siccome i fatti – e la nostra esperienza sui social media – ci dimostrano che non se ne parla mai abbastanza, eccomi ancora a “rompere” i cabasisi (licenza poetica del Maestro Camilleri) in merito ai comportamenti corretti da osservare, tanto su Facebook quanto sulle principali piattaforme social, da parte degli utenti.
Vi riporto, nel caso di specie, un estratto grafico tratto da un numero speciale della rivista di informatica più venduta in Italia, Win Magazine, a cui va il merito di proporre in generi contenuti di qualità adatti, per la gran parte, ad un pubblico curioso e non necessariamente troppo tecnico. Si tratta di un decalogo che, ad alcuni, potrebbe non aggiungere molto, ma sono pronto a scommettere che possa essere molto utile ad alcuni nostri amici, conoscenti, familiari.
D’altronde, il rispetto della netiquette (che ricordo essere il galateo di internet) passa anzitutto dall’esempio fornito da ciascuno di noi.
Su www.valigiablu.it, efficace sito di giornalismo digitale, è apparsa l’immagine che riproduco qui sopra in merito al fenomeno attualissimo della “disinformazione in internet” e delle bufale che, ciclicamente, appaiono su web, social e programmi di messaggistica immediata come whatsapp. Chi mi segue, sa che da tempo conduco la mia personale “battaglia” professionale proprio contro le bufale (vedi il mio precedente articolo, cliccando QUI, con un buon consiglio per riconoscere le cosiddette fake news), e devo dire che i 7 modi di disinformare descritti nell’immagine sintetizzano perfettamente gli scenari digitali in cui tutti noi ci possiamo trovare, e in cui non dobbiamo cadere.
Teneteli dunque a mente, date un’altra letta a questo mio post e…mi raccomando, occhio a dove piazzate il mouse (o le dita, nel caso in cui utilizziate in prevalenza dispositivi mobili)! 😉
Il 21 febbraio, con preparati amici/colleghi relatori, sono intervenuto all’interessante Seminario sulla Sicurezza sul Web e la Prevenzione del Cyberbullismo che si è tenuto a Sanremo, presso l’Aula Magna dell’Istituto di Istruzione Superiore Colombo, per l’occasione gremita da genitori e docenti.
Cliccando QUI, è possibile vedere ed ascoltare integralmente la mia intervista, realizzata dal cronista Nicola Esposito, in cui fornisco alcuni consigli pratici per l’adozione di un comportamento sicuro su internet.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato sul suo sito ufficiale (www.garanteprivacy.it), qualche tempo fa ed in formato grafico, le linee guida essenziali per tutelare al meglio sul #web e sui #social le foto pubblicate (lo ricordo, consapevolmente) da noi utenti.
Le ripropongo qui, invitandovi a dare una rapida ma attenta occhiata:
Le linee guida per tutelare le proprie immagini online
Aggiungo qualche mio breve consiglio “integrativo”:
le foto che ritraggono minori, soprattutto se in tenerà età, andrebbero evitate a prescindere; se pubblicate comunque, consiglio di coprire almeno il viso. Per i meno esperti di ritocco digitale, su Facebook è ad esempio possibile apporre un adesivo proprio mentre si scrive un post, cliccando sull’apposita icona;
qualora si voglia mantenere una certe riservatezza sulle proprie attività, evitare di pubblicare una foto e “localizzare” il post o il tweet che si sta componendo, utilizzando il pulsante a forma di segnaposto;
non pubblicare o condividere per alcun motivo foto che ritraggano gesti di violenza commessi su esseri umani o animali, ad esempio per condannarli mediante un post: in questa maniera si fa solo il gioco di chi, all’origine, ha avviato la pubblicazione dell’immagine;
pur utilizzando la funzione di controllo dei tags in Facebook, utilizzando con un clic a destra in alto le “impostazioni della privacy”, richiedere alle persone coinvolte con noi nello scatto, anche se amici, se è possibile e gradito taggarli;
spiegare ai nostri ragazzi in età scolare che le foto a scuola vanno TASSATIVAMENTE evitate, con e senza tags;
se si incrocia una foto indesiderata o che ci ritrae a nostra insaputa, chiederne dapprima la rimozione con messaggio privato all’utente che l’ha pubblicata, quindi utilizzare il comando segnala foto messo a disposizione da Facebook e, solo in ultima istanza, rivolgersi alle Autorità come la sezione territoriale competente della Polizia Postale e delle Comunicazioni: inutile intasare gli organi di controllo di lavoro, senza aver fatto prima ricorso a quelli che si chiamano “strumenti di auto-tutela”;
per mostrare, ad esempio a familiari lontani, o archiviare foto di famiglia con minori, un sistema efficace può essere quello di ricorrere ad una bacheca segreta con il nostro social network per immagini Pinterest (https://it.pinterest.com) , oppure quello di utilizzare un servizio cloud gratuito come Google Drive (http://bit.ly/2kIw36a) condividendo una immagine o una cartella di immagini SOLO con alcuni indirizzi e-mail che riteniamo sicuri/affidabili.
In ultimo: fermiamoci 1 minuto a pensare che le nostre foto, una volta pubblicare in rete, diventano sostanzialmente di proprietà del web e, quindi, difficilmente governabili dal punto di vista della diffusione o non diffusione.
Come avete letto sopra, però, abbiamo a disposizione strumenti e buon senso per poter, in sicurezza, pubblicare gli scatti a cui teniamo. Basta usarli! 😉
Proprio ora, sì, mentre scrivo, alcuni di voi staranno – vi prego, ditemi di no, ricevendo messaggi su #whatsapp che fanno riferimento a presunte richieste di sangue per bambini ammalati da far condividere – idea abominevole -, ipotetiche date in cui whatsapp diverrà a pagamento, ma solo se non condividerete quel particolare messaggio…E vogliamo parlare di #Facebook? Tasto dolentissimo: molti insospettabili frequentatori del social network si trasformano da persone irreprensibili in “utonti” (gli utenti un po’ più…distratti) e, leggendo una notizia dal titolo sensazionalistico, cosa fanno? Cliccano immediatamente sul pulsante condividi, magari arricchendo la notizia di un commento ad hoc. “Ma sì, nel dubbio, pubblichiamo, e poi c’è anche scritto che lo dice la Guardia di Finanza!”
Insomma, come avete capito sono contrario alle bufale che imperversano in rete e che rendono, #internet, un calderone meno affidabile per tutti. Potrei scrivere (e, sappiatelo, a breve lo farò) un mio decalogo su come evitare di cadere con tutte le scarpe nelle bufale del web, ma ho deciso di cominciare con un piccolo trucco per cui è necessario utilizzare solo Google Chrome, il nostro browser.
TEMPO NECESSARIO: 3 minuti
DIFFICOLTA’: bassa
1) cliccate qui e troverete l’estensione gratuita per Chrome offerta dal noto sito Bufale.net, in cui vengono raccolte e smascherate le principali credulonerie che circolano in digitale;
2) cliccate su aggiungi: in alto, a destra, accanto alla barra degli indirizzi di Chrome, comparirà una piccola icona nera a forma di…indovinate voi! Ma se parliamo di bufale…
3) OPERAZIONE CONCLUSA! Ma a cosa serve? Ovviamente non è una tecnica infallibile nè perfetta, ma guardate, dopo aver installato l’estensione, come vengono mostrati i post sospetti durante una normale sessione di navigazione sul profilo personale di Facebook:
Caro, vecchio Lercio: qui ci viene CHIARAMENTE indicato che si tratta di un sito di SATIRA! Prego prendere con le pinze, e riderci su!
riscattonazionale.it, invece, è un sito contrassegnato come a forte rischio bufale! Le notizie possono inneggiare al razzismo, alla violenza, al populismo nella sua veste più squallida.
Gli stessi contrassegni colorati, appaiono anche “atterrando” direttamente sui siti in questione, ma il fatto di avere un avviso colorato, grazie all’estensione di Bufale.net, dovrebbe perlomeno indurci ad attendere un secondo e a VERIFICARE.
E voi, lo sapevate? E’ un piccolo accorgimento che può aiutare i più “svogliati” o boccaloni, se mi consentite il termine…Sì, non me ne vogliate ma confondere la dicitura ilfattoquotidaino con quella de ilfattoquotidiano è solo frutto della nostra pigrizia, fretta, svogliatezza.
Ciò che viene pubblicato su Internet non solo è destinato a perdurare ma…si propaga alla velocità della luce! Quindi, in attesa di fornirvi ulteriori consigli al momento vi invito a fare vostro il piccolo trucco per Chrome che vi ho raccontato e…nel dubbio: NON condividere nulla.
Cari amici e lettori, riporto anche qui l’augurio che, quest’anno, ho utilizzato sui miei profili social per celebrare il Santo Natale, con particolare riferimento al “king”, Facebook:
Se leggete questo mio messaggio di auguri, siete nella mia cerchia di amici su #Facebook. E, come sa chi mi conosce e ha chiacchierato con me, allora abbiamo avuto realmente un rapporto personale/professionale: in entrambi i casi, un rapporto umano, per me molto importante. Buon Natale, perchè tra poche ore si celebra la nascita del primo vero “vip” della storia, la figura di Gesù per chi tra noi crede, o si coglierà l’occasione – per chi ne avrà la possibilità non dovendo essere al lavoro – di riappropriarci di un bene preziosissimo, il TEMPO, da dedicare ai nostri familiari e a noi stessi. Buon Natale a chi lo trascorrerà impegnato in un turno di lavoro o ad occuparsi della nostra sicurezza o salute in strada. Un sorriso per chi si trova nella malattia o nella difficoltà: un piccolo gesto da donare oggi, domani ed anche tutti gli altri giorni in cui siamo meno propensi a formulare auguri. #natale#christmas#natale2016
Avete presente quelle belle citazioni, quei virgolettati che incontrate/incontriamo spesso sui vari social media? Si tratta di contenuti testuali presentati in chiave visual, ovvero elaborati graficamente. Ecco, proprio oggi ho deciso di proporvi la mia prima citazione, sul tema dell’utilizzo delle nuove tecnologie nei differenti ambiti scolastici e formativi.
Naturalmente, lascio libera condivisione della mia massima (e sono curioso di sapere se vi trova d’accordo…), purchè lasciate ovviamente inalterata l’immagine e la sua…fonte! 😉
Se hai visto con attenzione l’immagine che ho pubblicato poco sopra, sappi che si tratta di ciò che NON DEVI FARE su qualunque social networks!
Alimentare, infatti, sul #web notizie fasulle ed infondate con condivisioni o commenti indignati non fa altro che fare il gioco degli autori di queste sane “bufale”.
Certo, anche Google nel calderone dei risultati proposti può fornire informazioni non esatte ma rimane un baluardo a cui, quantomeno affidarci: il minimo sindacale da fare, lo ricordo, quando si legge una notizia tramite i #social #networks, siti che trasmettono scarsa affidabilità o testate giornalistiche che non si conoscono è inserire alcune parole chiave (il titolo del presunto articolo, il tema chiave della notizia, il nome del personaggio famoso citato con accanto parole chiave (le famigerate”keywords”) hot come nascita, morte, matrimonio, ecc… proprio nella barra di ricerca di Google. State tranquilli che, se si tratta di una bufala consolidata, tra i vari risultati mostrati non potrete che accorgervene.
SITI INTERNET ANTI-BUFALE
Vi consiglio di consultare, periodicamente, magari aggiungendoli ai vostri preferiti (segnalibri per alcuni browsers) la lista nera dei siti spacciano “bufale” (clic QUI) o il sito ufficiale del noto giornalista – in ambito digitale e non solo – Paolo Attivissimo (clic QUI), che da tempo ha messo in atto (un po’ come me… 😉 ) una personale campagna per svelare agli utenti della rete le notizie “spazzatura”.
Insomma, io alcuni buoni consigli ve li ho forniti, dunque occhio: direi che ora, non avete più scuse! 🙂