Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT

Mantenere efficiente il pc in estate in 10 mosse!

L’estate è da sempre una stagione “critica” per il nostro fedele computer, che si tratti di un pc fisso (desktop) o di un computer portatile (notebook). L’aumentare delle temperature e l’uso più “disinvolto” che qualcuno di noi può fare in vacanza del proprio strumento di svago e/o lavoro può infatti – se non siamo attenti – causare spiacevoli inconvenienti che potrebbero comprometterne le funzionalità.

Eppure, per mantenere in perfetta efficienza il nostro computer è sufficiente seguire alcune semplici regole che di certo gli allungheranno la vita:

posizione pc dentro scrivania
Fig. 1 Esempio di scrivania con ripiano porta-pc: mai “schiacciare” il computer contro una parete del mobile

1) nel caso di un computer fisso, assicurarsi che la torre (tower) non sia posizionata in spazi troppo angusti che non consentano un corretto ricircolo dell’aria. Evitare quindi, soprattutto  se il pc è posato in una scrivania con apposito ripiano per il case, che la parete forata della torre sia a stretto contatto con il mobile, lasciando sempre che il case abbia alcuni cm di spazio per parte per far fuoriuscire l’aria calda dall’interno;

2) non poggiare oggetti sopra o ai lati della torre di un pc desktop, e sopra un computer portatile con il monitor richiuso;

3) se si lascia il pc a casa per una meritata vacanza, cercare di coprire monitor, tastiera e mouse per evitare l’accumulo della polvere. E’ possibile, per chi desidera “sperimentare”, coprire le parti forate del computer con un filtro anti-polvere fatto in casa, semplicemente ritagliando dei pezzi di… vecchi collants e posizionandoli opportunamente ad incastro ;-).

 

bomboletta aria compressa
Fig. 2 – Una bomboletta di aria compressa è comoda ed efficace!

4) tenere sempre a portata di mano una bomboletta di aria compressa con la cannula: è lo strumento più efficace per pulire l’interno dei computer fissi o anche gli spazi più angusti delle tastiere, anche dei notebooks. Il getto dell’aria va sempre diretto con la bomboletta in posizione eretta e a distanza non troppo ravvicinata;

5) per pulire gli schermi lcd utilizzare solo un panno morbido in microfibra (va benissimo quello degli occhiali), inumidito con un pochino di acqua. Solo nei casi di sporco più ostinato (sostanze grasse) è possibile aggiungere qualche goccia di sapone neutro. Ancor meglio utilizzare i flaconi con apposite soluzioni pulenti, senza esagerare con le quantità! MAI ricorrere ad alcol o solventi di sorta;

6) se ci assentiamo dalla nostra abituale postazione, ricordiamoci di non lasciare i dispositivi in stand-by e di spegnere accuratamente monitors, casse ed altri accessori.

Basta dotarsi di una comoda ciabatta elettrica con interruttore per evitare qualsivoglia fastidio: ci sono ottimi ed economici modelli che proteggono anche dagli sbalzi di tensione della rete elettrica;

7) i computers portatili (li abbiamo già definiti notebooks, ma un altro termine diffuso è laptops) tendono – ovviamente – per loro natura a scaldarsi maggiormente di un computer fisso. Per mantenere in buono stato la batteria interna, ricordiamo di compiere con una certa regolarità cicli completi di carica / scarica e, preferibilmente, non lasciamoli accesi per un periodo molto lungo: possono essere utilizzati anche come “muli” da download, ma per questo è meglio preferire comodi media center, parchi nei consumi;

piccolo aspirapolvere usb
Fig. 3 – Mai pensato ad un piccolo aspirapolvere usb?

 

8) per la pulizia della tastiera dei notebooks vale quanto scritto poco sopra a proposito dell’uso dell’aria compressa. E’ anche possibile servirsi di un pennellino con setole morbide per togliere eventuali scorie…di un pranzo veloce consumato dove non dovevamo! Per gli amici smanettoni, maniaci della pulizia o semplicemente per chi si vuole divertire, in rete si trovano a prezzi modici veri e propri piccoli aspirapolvere usb come quello in figura 3.

 

base raffreddamento notebook
Fig. 4 – con pochi euro il notebook risulta rialzato e raffreddato nelle zone più “hot”

 

9) la posizione perfetta per un computer portatile è quella leggermente rialzata: è possibile creare dei supporti efficaci anche artigianalmente, ma consiglio di effettuare un investimento che non arriva neppure a una decina di euro nei casi di prodotti più economici, acquistando un’apposita basetta in materiale plastico o in alluminio che può anche alimentare mediante la porta usb una o più ventoline supplementari di raffreddamento.

Per chi non ne avesse mai viste, riporto un piccolo esempio in figura 4, qui a lato.

10 ) per una corretta manutenzione anche a livello software, un controllino ogni 15 giorni almeno (ideale una volta alla settimana) con un buon antivirus e magari un buon anti-spyware (ormai ci sono prodotti estremamente performanti, completi e poco avidi di risorse come la versione gratuita di Avast e l’ultima versione dell’antivirus a pagamento Kaspersky), e si possono dormire sonni tranquilli.

Dimenticavo: la crema solare per proteggersi dalle scottature, invece, non è compresa nelle 10 regole d’oro precedenti.

Buona permanenza al lavoro per chi è trattenuto in città, e buone vacanze a chi invece si dedica ad un periodo di riposo!

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

* L’articolo, come tutti quelli presenti sul blog, è tutelato da my free copyright e distribuito sotto licenza Creative Commons. Può essere condiviso liberamente citandone l’autore, senza fini commerciali.

 

 

 

Il mio sguardo sull'IT, Pillole

Il valore di un marchio su Facebook

Come molti di noi certamente sanno, sul re dei social networks – mettiamo ancora Facebook sul gradino più alto del podio – sono presenti non solo persone fisiche ma anche attività commerciali e organizzazioni sino ad arrivare ai marchi da noi più apprezzati e conosciuti.

Ormai il valore di un brand (il termine con cui viene indicato un marchio) e delle relative aziende che lo detengono o lo lanciano  si vede soprattutto dalla sua diffusione e presenza capillare in rete: per questo nascono o si affermano ulteriormente pagine facebook ad esso dedicate, spesso con contenuti interattivi che puntino a stimolare il cybernauta.

Il gradimento dell’utente – consumatore (sì, siamo proprio noi, nessuno escluso) si manifesta attraverso un clic sul pulsante mi piace: non dimentichiamo infatti che le persone fisiche possono creare profili e richiedere “amicizie” ad altri profili mentre persone giuridiche ed aziende devono – secondo le condizioni d’uso di Facebook – creare delle pagine di cui è possibile divenire seguaci o, per dirlo in modo ancor più corretto, fans.

Ma qual è il brand attualmente più affermato? Cerco di fornire una risposta ai più curiosi attraverso una efficace ed interessante infografica che riporta i facebook top brands del mese di marzo 2013 in Italia classificati per numero di fans; i dati sono rilevati dal noto portale Blog Meter e prendono in considerazione pagine in lingua italiana o multilanguage visitate e cliccate dagli oltre 23 milioni di utenti italiani di Facebook…tra cui potresti esserci anche tu che stai leggendo questo articolo! 😉

    Andrea Cartotto

Trainer Andrea

La classifica aggiornata a marzo 2013 dei top brands su Facebook secondo gli utenti italiani
La classifica aggiornata a marzo 2013 dei top brands su Facebook secondo gli utenti italiani
Buoni consigli, Pillole

Buona Pasqua da Trainer Andrea!

Sinceri auguri di Buona Pasqua a tutti gli internauti e ai lettori del blog Trainer Andrea.

Nel rispetto delle opinioni di ciascuno, mi piace citare una delle espressioni usate di recente da Papa Francesco: “non perdiamo la speranza”. E’ ciò che mi auguro per ogni individuo, consapevole del sacrificio e della forza che questo richiede e comporta.

Spero di regalarvi un sorriso con un video d’annata rintracciato proprio in rete: già dalle prime note, mette di buon umore!

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

I miei progetti, Pillole

Parlando di Web e Minori, ad Imperia

Web e Minori: un binomio che ho avuto modo di affrontare nell’interessante Seminario sulla Sicurezza Informatica  e Telematica di giovedì 21 febbraio, alle ore 20 e 30, che ho contribuito ad organizzare per conto dell’Istituto Formazione Franchi Liguria, in collaborazione con l’Istituto Comprensivo Mario Novaro di Imperia.

Nel mio intervento come relatore ho scelto di trattare il tema del parental control servendomi dell’ottimo e gratuito programma Windows Live Family Safety, illustrando come impostare con semplicità adeguate restrizioni per consentire una navigazione sul web sicura e piacevole per tutta la famiglia, senza dimenticare importanti riferimenti ai social networks e agli accorgimenti da porre in essere per evitare ai minori di cadere nelle insidie della rete.

Ad accompagnarmi in questo incontro dall’elevato valore formativo anche l’amica Dottoressa Patrizia Traverso, pedagogista clinica e docente, che si è soffermata sull’importante ruolo della famiglia nell’educare i giovani all’utilizzo delle nuove tecnologie. Ecco quindi, come mi piace sempre ricordare, che computer e rete non sono strumenti da guardare con sospetto o rifiuto, ma preziosi alleati nello svago, nello studio, nel lavoro, purchè vi sia una adeguata formazione da parte di chi li utilizza…a qualunque età ;-).

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

* in basso, la photogallery con alcuni scatti dell’evento

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Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT, Tecno Recensioni

Come risparmiare inchiostro, stampando!

logo ecofontCaro lettore, hai capito bene e il titolo non ti inganna. Certo, quanto ti sto per indicare non promette miracoli ma è un sistema utile e simpatico per prolungare la vita media delle cartucce utilizzate nelle comuni stampanti a getto d’inchiostro, da applicare soprattutto se le stampe da te prodotte sono – di solito – documenti che contengono testo in bianco e nero.

Tutto nasce da un font (carattere) “speciale” dall’intrigante nome ECOFONT, sviluppato da un’azienda di nome SPRANQ nei Paesi Bassi, la cui particolarità è quella di utilizzare nei programmi di videoscrittura caratteri…bucherellati al loro interno! E non è un modo di dire: in attesa di statistiche più autorevoli sembra, infatti, che un testo riprodotto con questi caratteri bucherellati consenta di risparmiare oltre il 15 % di inchiostro ed anche la quantità di carta utilizzata, nel caso di documenti medio-lunghi. Ovviamente si tratta di fori impercettibili alle dimensioni standard del carattere da noi utilizzate (di solito 12 o 14 punti), che divengono più evidenti solo utilizzando un’altra soglia di ingrandimento, come potete osservare in questo screenshot tratto dalla finestra di Microsoft Word 2010:

Davide e Golia...il carattere Ecofont proposto alla grandezza di 12 punti e di...80!
Davide e Golia…il carattere Ecofont proposto alla grandezza di 12 punti e di…80!

Questa ingegnosa e poco nota soluzione viene fornita, andando sul sito ufficiale http://www.ecofont.com, mediante un piccolo software a pagamento progettato per Word ed Outlook, ma è utilizzabile e sperimentabile da tutti gli utenti GRATUITAMENTE cliccando sulla voce download presente nella homepage e scegliendo il Free Ecofont Vera Sans. Per ottenere il nostro risparmioso carattere dovremo solo inserire il nostro nome nell’apposito form ed un indirizzo mail valido, ricordandoci di spuntare – se non siamo interessati – la casellina di adesione alla newsletter periodica relativa a novità su Ecofont.

ecofont

La procedura è quasi terminata: per completarla dovremo solo cliccare una volta sul file ecofont.ttf (estensione tipica dei caratteri tipografici) per salvarlo sul nostro computer. Con le versioni di Windows VISTA l’installazione di Ecofont è davvero semplicissima! Basta effettuare un doppio clic con il tasto sinistro sul file e poi un ulteriore clic su INSTALLA. Fatto! Il nuovo e fiammante carattere verrà subito copiato all’interno della cartella dei caratteri di sistema e sarà utilizzabile dai più comuni software per la videoscrittura come Microsoft Word o Openoffice.

PER WINDOWS XP, invece, la procedura è solo un pizzico più laboriosa: consiglio di fare un clic con il tasto destro sul  file ecofont-ttf appena scaricato e di cliccare sul comando taglia. A quel punto, accedete al pannello di controllo e con il doppio clic aprite la cartella caratteri. Al suo interno basterà fare nuovamente un clic con il tasto destro e scegliere questa volta il comando incolla, così da aggiungere il nostro ecofont all’elenco.

Una relazione professionale, una ricerca fitta di informazioni reperite su Wikipedia o su un qualunque sito web, il testo completo di una norma legislativa:  questi sono solo alcuni esempi di documenti da stampare in cui ecofont  si destreggia egregiamente. Non si fatica a credere che, con un medio o intenso utilizzo di una comune stampante ink-jet, il risparmio di inchiostro utilizzato si faccia sentire: il testo appare solo leggermente meno marcato rispetto ad un font tradizionale, ma questo è dovuto alla presenza interna dei forellini, che sembra attenuare lievemente la tonalità del nero.

E voi, cosa aspettate a sfoggiare il vostro nuovo font (o a scaricare il software completo), risparmiando qualche soldino e dando anche una mano all’ambiente?

Trainer Andrea

Andrea Cartotto

Clicca qui per il sito ufficiale Ecofont
Clicca qui per il sito ufficiale Ecofont
Pillole

Il mio augurio per il 2013

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Auguro a tutti voi semplicemente un 2013 di serena “normalità”!

Attenzione: normalità la intendo come buona salute, serenità personale (il più possibile), lavoro, assenza di serie preoccupazioni economiche, poter gioire della quotidianità senza eccedere e procedendo a testa alta. Buon anno quindi, con affetto, a voi e – concedetemelo – anche un po’ a me 😉

Trainer Andrea

Andrea Cartotto 

Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT, Tecno Recensioni

E-book fest: un modo diverso di essere autentici lettori

Dici e-book e subito pensi a qualcosa di tecnologico ed alternativo alla classica lettura “tattile” con un buon libro in mano. Niente di più sbagliato. O meglio, ricondurre il concetto di libro elettronico a quanto descritto sopra sarebbe ingiustamente riduttivo.

Nella recente tre giorni (25-26-27 ottobre) svoltasi presso la struttura del Palafiori di Sanremo è stato celebrato l’E-book fest, neonata manifestazione per la città dei fiori che ha visto protagonista il libro elettronico declinato molte delle sue forme, e questo mi ha permesso grazie all’ascolto di conferenze e a incontri illuminanti – da appassionato prima ancora che da professionista nel settore della formazione informatica – di poter approfondire la mia conoscenza di una tecnologia certamente affascinante e di cui, spesso, si conoscono in maniera frammentata solo gli aspetti commerciali.

Cominciamo da un breve postulato: l’e-book, prima di tutto è semplicemente un libro. Così come non esistono lettori digitali e cartacei, ma semplicemente lettori, con la differenza che i fruitori del libro elettronico appaiono ancor più esigenti ed attenti di quelli “tradizionali”. In tram, in treno o più semplicemente a casa non sfogliano un numero più o meno consistente di pagine ma reggono un comodo e leggero e-book reader, un dispositivo di ridotte dimensioni concepito appositamente per la lettura e per un confort ottimale per gli occhi grazie all’e-ink (inchiostro digitale), con funzioni mirate per poter – ad esempio – aggiungere un segnalibro o se possibile scrivere una annotazione a margine. Ulteriore differenza: il lettore digitale ama la lettura in senso lato e del libro tradizionale osserva anche l’involucro, qualità della carta e dei font (caratteri) utilizzati, si sofferma sulla quarta di copertina. Per questo desidera ritrovare gli stessi dettagli anche in un formato elettronico (e-pub e mobipocket, preferiti al pdf) e desidera che siano gli stessi editori ed autori a comprendere le esigenze del consumatore finale. Ecco, questi sono tra gli aspetti che indubbiamente mi hanno sorpreso ed intrigato maggiormente all’e-book fest, grazie al felice incontro con Massimiliano Enrico e Luca Calcinai, quest’ultimo con tanto di camice e qualifica conquistata sul campo di e-book doctor (nella tre giorni sanremese, a chiunque portava il suo reader con malfunzionamenti veniva effettuata una verifica tecnica con eventuale riparazione del tutto gratuita.

Consulente freelance editoria digitale ed operatore del settore

Massimiliano Enrico mi ha accolto allo stand dell’e-book club italia (www.ebci.it) illustrandomi le sue esperienze di consulenza nel settore dell’editoria digitale e come un e-book reader non sia affatto un tablet, affiancandosi semmai ad esso (per inciso, prodotti come l’I-Pad non risultano quindi adatti per la lettura, semmai per una consultazione di documenti di vario genere e per la fruzione di contenuti multimediali). Successivamente è giunto il gradito invito di Luca Calcinai, fondatore dell’E-book Club Italia ed esperto ed operatore del settore, come Enrico, a visitare con tanto di erudita spiegazione il bellissimo e-book museum allestito in una spaziosa sala del Palafiori in ordinate vetrinette con esaurienti e completi pannelli esplicativi, in cui ho ravvisato da subito – e qui esce fuori la mia anima da formatore – una eccellente utilità didattica. Nonostante ci fossero eventi appositamente concepiti per scolaresche e docenti, non ci sarebbe occasione di conoscenza migliore di una visita al piccolo ma curato museo corredata dall’appassionata e competente spiegazione di Luca Calcinai, complemento indispensabile per apprezzare ciò che di lì a poco avrei potuto vedere e toccare con mano. Come vedete quindi, il filo conduttore resta lo stesso: gli amanti dell’e-book non sono necessariamente smanettoni tecnologici ma in primis appassionati lettori che, come nel caso del club, cercano a lorovolta di trasmettere questa passioni a visitatori e curiosi che si vogliano avvicinare a questo mondo. Perchè di mondo si tratta.

Luca Calcinai, l’e-book doctor

Luca mi ha guidato in un viaggio iniziato nel 1968 con i primi tentativi di produzione degli e-book readers, attraverso gli anni ’80 e ’90 sino ad arrivare al 2012 transitando attraverso una curiosa sezione denominata  meteore, all’interno della quale erano presenti quei dispositivi tecnologicamente dotati ma che hanno goduto di scarsa fortuna commerciale, come l’Asus Eee-Note. E qui emerge un altro aspetto che rende davvero pregevole sia l’evento in sè sia gli intenti dell’e-book club italia: non vi sono aspetti commerciali, non ci si sofferma su marchi e modelli ma tutto è incentrato sull’approccio da avere nei confronti del libro digitale, ritenuto eccellente prodotto ad esempio da diffondere nelle scuole con alcune note critiche – sempre garbate e motivate s’intende – da parte di Calcinai sulla diffusione di tablets all’interno degli istituti scolastici, ritenuti strumenti non idonei per lo studio e per la ri-lettura (eh già, perchè lo studio è un ulteriore tipo di lettura, che si unisce quindi alla lettura intesa come narrativa e alla lettura-consultazione, più distratta e variegata, come può essere quella di un quotidiano).

Da informatico quindi, confesso che ho preso parte all’evento nel suo insieme convinto di avere una soglia di conoscenza tecnica adeguata per avvicinarmi all’argomento e ne sono uscito arricchito dal punto di vista dei contenuti e dei rapporti umani, conscio quindi che l’e-book fest è stato una preziosa occasione di aggiornamento e di apprendimento, oltre ad avermi offerto spunti utili di cui intendo servirmi, in futuro, per la mia attività didattica.

Inoltre, i convegni ed i fortunati incontri che ho contribuito a propiziare mi hanno soprattutto permesso di comprendere il punto di vista di un vero lettore, come ciascuno di noi può essere se solo si sofferma a riflettere alcuni secondi in più, colmando quella lacuna dal punto di vista della user-experience che mi sono reso conto di avere non appena ho varcato la soglia delle sale congressi ed espositive per uscirne.

Un evento insomma che, come altri visitatori, mi auguro venga ripetuto con ancor maggior successo e pubblicità nel 2013. E chissà che sino ad allora io non abbia almeno affiancato volumi e volumetti tradizionali (e rassicuranti, aggiungerei) ad un comodo reader

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT

Come rimuovere il diffuso virus della “Polizia Postale”

Fac-simile della schermata relativa al fantomatico virus della Polizia Postale

Alzi la mano chi, negli ultimi mesi, per esperienza diretta o per sentito dire durante la normale navigazione in internet si è trovato di fronte ad una improvvisa e apparentemente minacciosa schermata in cui la “Polizia Postale” (le virgolette sono d’obbligo) o la “Guardia di Finanza” annunciava di aver intercettato le nostre attività illegali in rete e, per questa ragione, di aver bloccato il nostro computer. Ed ora, come si fa? Leggendo con più attenzione la fastidiosa schermata munita anche di loghi taroccati della Polizia di Stato che sembra mettere in bella mostra il nostro ip ed il browser che utilizziamo abitualmente, poche righe sotto ci viene cortesemente fornita la soluzione al nostro problema: basta pagare 100 € o più (mediante apposito link, si intende…) per fare sì che il blocco sparisca e tutto torni alla normalità.

Prima ancora di spiegarvi come eliminare in pochi clic questo fastidioso virus, vorrei farvi riflettere su alcuni aspetti: 1) questa persistente schermata, come osservato dalla Polizia Postale e delle comunicazioni – quella vera! – fa leva sul nostro timore e sulla soggezione che ci può incutere la presenza di elementi che facciano riferimento alle forze dell’ordine (vi sono varianti del virus con loghi ed intestazioni della Guardia di Finanza); 2) ciò che dovrebbe da subito metterci in allarme è il fatto che le forze dell’ordine, qualora rilevino eventuali attività informatiche illecite, sono in grado di prendere provvedimenti disciplinati dall’ordinamento giuridico e di certo NON estorcono denaro agli utenti della rete per rimuovere un blocco, che si tratti di 100 oppure semplicemente di 1 €!

Variante del Virus con loghi della Guardia di Finanza

COME COMPARE QUESTO VIRUS SUL NOSTRO COMPUTER: la fastidiosa finestra che potete osservare in figura compare abitualmente durante la navigazione in internet sfruttando alcune vulnerabilità degli elementi in Flash o in Java che compongono le pagine web. Ci si espone sicuramente ad un rischio maggiore cliccando in maniera distratta su alcune pubblicità ingannevoli presenti molto spesso all’interno di normali siti internet o navigando all’interno di siti con contenuti per adulti.

COME RIMUOVERLO E TIRARE UN SOSPIRO DI SOLLIEVO: fortunatamente la rimozione di questo virus è alla portata anche degli utenti meno esperti. Una volta che la finestra fa la sua comparsa nel nostro browser, senza perdere la calma premiamo il tasto reset del nostro pc fisso o teniamo premuto per 6 secondi il tasto di accensione del nostro portatile per effettuare un arresto forzato del sistema. Una volta riavviato il pc, premiamo rapidamente il tasto f8 della tastiera per accedere ad un menù da cui scegliere la voce modalità provvisoria con rete (la selezione dovrà avvenire con la tastiera, poichè il mouse in questa fase non funziona).

A quel punto, una volta giunti al desktop di windows, cliccando su start-programmi sinceriamoci di trovare la cartella esecuzione automatica (è possibile raggiungere la medesima cartella attraverso il percorso risorse del computer – disco locale c: – programmi – esecuzione automatica). Al suo interno troveremo un processo dal nome strano, composto di solito da lettere e numeri. Eliminiamolo senza timore con un clic del tasto destro e poi con un clic sinistro su elimina. Se infatti restasse al suo posto, ad ogni nostro tentativo di avviare il browser farebbe comparire la finestra del virus senza la possibilità di chiuderla. 

UNA VOLTA ELIMINATO IL PROCESSO INDESIDERATO: sembrerà un consiglio piuttosto banale, ma dopo aver eliminato la ( o le ) voci indesiderate dall’esecuzione automatica effettuiamo una scansione completa del nostro computer con il nostro antivirus, rigorosamente aggiornato alle ultime definizioni. Non dovrebbe più esserci alcuna traccia della minaccia che sino a poco prima ci ha fatto sudare freddo.

Posto che la Polizia Postale e delle Comunicazioni è sempre disponibile mediante qualificati professionisti a rassicurare gli utenti della rete in caso di eventuali dubbi, prima di contattare i loro uffici (a proposito, i numeri degli uffici divisi per regione li potete trovare qui), evitiamo di porci subito in stato di allarme ed osserviamo con attenzione le finestre insolite che possono comparire durante la nostra esperienza in rete: a volte, come in questo caso, si tratta di truffe raffinate (pensate che in questo caso i links incriminati si appoggiano ad un server russo) ma facilmente smascherabili aguzzando la vista e…il buon senso!

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT, Pillole

La tua password è davvero sicura? [UPDATE 22/07/2017]

Internet è una miniera di risorse e di servizi, e spesso a molti di questi ci iscriviamo – gratuitamente – per ricevere o gestire nuovi aggiornamenti o contenuti: a volte ci viene richiesto solo il nostro indirizzo e-mail, in altre occasioni dobbiamo invece scegliere anche una password che ci consenta di entrare nell’area a noi riservata all’interno di un sito.

Per non parlare poi di quando accediamo alla nostra casella di posta elettronica, ai social networks e…all’home banking!

Come possiamo allora essere ragionevolmente sicuri che la password  da noi scelta sia davvero sicura e ci faccia dormire sonni tranquilli? Per non banalizzare la scelta della nostra parola chiave parola d’ordine vi riporto di seguito alcuni utili e semplici accorgimenti che tutti possono (anzi, dovrebbero…) adottare al momento di scegliere una password:

1) la password quasi perfetta deve essere composta da almeno un carattere minuscolo, almeno un carattere maiuscolo, almeno un carattere speciale (ad esempio il trattino -, la @ oppure i simboli $ o &) ed almeno un numero; questo renderà la vita difficile ad eventuali malintenzionati;

2) cerchiamo di resistere alla tentazione di utilizzare nomi di battesimo o nomi troppo comuni, nomi dei propri familiari, date di nascita personali o dei congiunti. Se proprio non ce la facciamo, almeno utilizziamo passwords differenti per differenti servizi web;

3) non sono un pegno d’amore, quindi salvo casi particolari le proprie password non vanno divulgate a nessuno! 

4) Se il proprio computer viene condiviso da più utenti, ad esempio in un ufficio o anche in casa, evitare che il proprio browser (Internet Explorer, Chrome, Firefox) memorizzi in automatico le password una volta inserite. E’ sufficiente cliccare sull’apposita opzione “non memorizzare” che il browser stesso ci mostrerà;

5) pur confidando nella nostra ottima memoria, è sempre bene trascrivere con cura tutte le password impiegate indicando a quali servizi si riferiscono e custodire questi appunti in un luogo a noi conosciuto e riservato; 

6) se non vogliamo trascrivere a mano o con un programma di videoscrittura le nostre passwords, possiamo impiegare comodamente dei programmi gestori delle parole chiave che le custodiranno per noi, a patto di ricordare almeno UNA password: quella di accesso al programma stesso, senza la quale non accederemo all’archivio con tutte le parole chiave che abbiamo specificato. Vi consiglio ad esempio il programma KEE PASS, gratuito (in lingua inglese, ma di facile utilizzo) che potete scaricare comodamente cliccando QUI. COME FUNZIONA: basterà scegliere una password MASTER per accedere in sicurezza al programma ogni volta, e conservare nella cartella documenti uno specifico file, dall’estensione .kdbx, generato automaticamente la prima volta da Kee Pass. Questo, infatti, farà da chiave. Senza quel file, anche con la password master, il nostro archivio sarà inviolabile;

7) sempre per non ricorrere a un post-it in cui appuntare disordinatamente le passwords, vi segnalo il servizio online – in cloud e disponibile anche mediante apps per Android e iOS – LAST PASS. Clicca QUI, e poi su OTTIENI LAST PASS FREE;

 8) infine, se vi state spremendo le meningi per creare una password che rispetti le regole descritte al punto 1 o semplicemente se siete pigri e avete poca fantasia potete ricorrere all’eccellente sito GENERATE PASSWORD (basta cliccare QUI per accedere all’indirizzo esteso del sito), che sfornerà per voi password assolutamente casuali da impiegare per i servizi web a noi necessari.

Un discorso a parte meritano gli accessi ai servizi di home banking (gestione della banca da casa) offerti da tutti gli istituti di credito: alcuni permettono di accedere ai dettagli del proprio conto corrente dopo aver installato sul proprio computer un certificato di sicurezza fornito dalla propria banca insieme ad un numero identificativo, lasciandoci poi il compito di scegliere una parola d’ordine. Non si spaventino i più inesperti: è un’operazione tutto sommato semplice per cui può consigliarvi l’impiegato di fiducia della vostra filiale. In futuro, comunque, dedicherò un articolo proprio a questa procedura. Altri istituti invece, mettono a disposizione del cliente apposite card elettroniche o chiavette alimentate con una piccola batteria dalla lunga autonomia che mostrano su di un piccolo display una sequenza di numeri, da inserire per svolgere le proprie operazioni dispositive sul conto corrente al posto della tradizionale parola chiave.

Terminata la lettura di questo articolo, se invece che digitare le password in automatismo presteremo un briciolo di attenzione in più alla loro scelta e al loro inserimento, con poco saremo certi di non prestare il fianco alle frodi telematiche che, spesso, approfittano proprio della nostra inesperienza e/o ingenuità.

     Andrea Cartotto

     Trainer Andrea

 

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Buoni consigli, Pillole

Come ti nascondo il “diario” di Facebook

In questo periodo ho ricevuto moltissime segnalazioni tramite il social network per eccellenza, Facebook, da parte di amici, conoscenti ed allievi dei miei corsi poichè sul loro profilo si è attivata in automatico la visualizzazione chiamata “diario”. Altrettante sono state le richieste che mi sono state rivolte per far scomparire il diario al più presto e in maniera indolore, segno da quanto ho potuto” intuire” che la timeline (linea del tempo) fortemente voluta ed introdotta da Facebook non ha riscosso grande successo da parte di un buon numero di utenti, ai quali mi aggiungo anch’io.

figura 1 – logo di Time Line Remove

In questo articolo vi spiegherò brevemente come fare a continuare a visualizzare il vecchio profilo a cui tanto siete e siamo affezionati con una comodissima soluzione online che si chiama Time Line Remove.

Basterà infatti aprire il nostro programma preferito con cui siamo soliti navigare in rete  ( in gergo, browser) e digitare nella barra degli indirizzi l’url (sempre in gergo, l’indirizzo esteso di un sito web) http://www.timelineremove.com.

A questo punto, scorrendo un pochino la pagina dovremmo solo cliccare sull’icona corrispondente al browser da noi utilizzato (al momento sono pienamente supportati Chrome, Internet Explorer, Firefox e Safari), come potete osservare nella figura 2.

figura 2

Se – come nel mio caso – utilizzate Google Chrome dovrete semplicemente cliccare sull’icona corrispondente e poi confermare l’operazione con un clic su aggiungi. Time Line Remove verrà quindi installata come una qualunque estensione e potrete decidere voi se disattivare o meno il diario semplicemente cliccando sull’iconcina che si formerà a destra della barra degli indirizzi.

Per Internet Explorer invece, una volta fatto un clic sulla sua icona dovrete scaricare sul computer un piccolo file in formato compresso, che conterrà all’interno un altro file eseguibile, per avviare Time Line Remove. A  quel punto, dopo aver effettuato l’accesso a Facebook con i vostri dati, bisognerà cliccare sulla tendina a fianco alla voce home nella pagina principale di Facebook e poi sulla voce TimeLineRemove settings. Giunti quasi alla meta, dovrete poi cliccare ancora una volta su uninstall per dire “ciao” al temuto diario.

In caso di dubbi, potete comunque sempre cliccare sulla voce how to install  presente in alto a destra nella homepage del servizio time line remove, dove è presente una dettagliata mini-guida per i vari browsers.

Eccovi in ultimo due miei importanti consigli: ricordate che il diario non è un “programma” ma parte integrante di Facebook e che, come tale, non può essere rimosso come un qualunque software. Mediante la procedura che ho descritto sopra può però essere disabilitato affinchè – durante il nostro utilizzo – sia possibile per noi accedere alla visualizzazione tradizionale del profilo. L’efficace soluzione offerta da Time Line Remove si applica al nostro browser e dunque funziona accedendo a Facebook dal nostro computer. Non vi è alcuna garanzia che il diario non si presenti accedendo da un altro pc. Inconveniente però che risolve facilmente, ad esempio, installando Time Line Remove su tutti i dispositivi in nostro possesso.

E voi, siete a favore o contro una delle ultime invenzioni del social network per eccellenza, ora insidiato da vicino da autorevoli concorrenti come Twitter e Google +?

    Andrea Cartotto

   Trainer Andrea

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