Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT, Tecno Recensioni

Come risparmiare inchiostro, stampando!

logo ecofontCaro lettore, hai capito bene e il titolo non ti inganna. Certo, quanto ti sto per indicare non promette miracoli ma è un sistema utile e simpatico per prolungare la vita media delle cartucce utilizzate nelle comuni stampanti a getto d’inchiostro, da applicare soprattutto se le stampe da te prodotte sono – di solito – documenti che contengono testo in bianco e nero.

Tutto nasce da un font (carattere) “speciale” dall’intrigante nome ECOFONT, sviluppato da un’azienda di nome SPRANQ nei Paesi Bassi, la cui particolarità è quella di utilizzare nei programmi di videoscrittura caratteri…bucherellati al loro interno! E non è un modo di dire: in attesa di statistiche più autorevoli sembra, infatti, che un testo riprodotto con questi caratteri bucherellati consenta di risparmiare oltre il 15 % di inchiostro ed anche la quantità di carta utilizzata, nel caso di documenti medio-lunghi. Ovviamente si tratta di fori impercettibili alle dimensioni standard del carattere da noi utilizzate (di solito 12 o 14 punti), che divengono più evidenti solo utilizzando un’altra soglia di ingrandimento, come potete osservare in questo screenshot tratto dalla finestra di Microsoft Word 2010:

Davide e Golia...il carattere Ecofont proposto alla grandezza di 12 punti e di...80!
Davide e Golia…il carattere Ecofont proposto alla grandezza di 12 punti e di…80!

Questa ingegnosa e poco nota soluzione viene fornita, andando sul sito ufficiale http://www.ecofont.com, mediante un piccolo software a pagamento progettato per Word ed Outlook, ma è utilizzabile e sperimentabile da tutti gli utenti GRATUITAMENTE cliccando sulla voce download presente nella homepage e scegliendo il Free Ecofont Vera Sans. Per ottenere il nostro risparmioso carattere dovremo solo inserire il nostro nome nell’apposito form ed un indirizzo mail valido, ricordandoci di spuntare – se non siamo interessati – la casellina di adesione alla newsletter periodica relativa a novità su Ecofont.

ecofont

La procedura è quasi terminata: per completarla dovremo solo cliccare una volta sul file ecofont.ttf (estensione tipica dei caratteri tipografici) per salvarlo sul nostro computer. Con le versioni di Windows VISTA l’installazione di Ecofont è davvero semplicissima! Basta effettuare un doppio clic con il tasto sinistro sul file e poi un ulteriore clic su INSTALLA. Fatto! Il nuovo e fiammante carattere verrà subito copiato all’interno della cartella dei caratteri di sistema e sarà utilizzabile dai più comuni software per la videoscrittura come Microsoft Word o Openoffice.

PER WINDOWS XP, invece, la procedura è solo un pizzico più laboriosa: consiglio di fare un clic con il tasto destro sul  file ecofont-ttf appena scaricato e di cliccare sul comando taglia. A quel punto, accedete al pannello di controllo e con il doppio clic aprite la cartella caratteri. Al suo interno basterà fare nuovamente un clic con il tasto destro e scegliere questa volta il comando incolla, così da aggiungere il nostro ecofont all’elenco.

Una relazione professionale, una ricerca fitta di informazioni reperite su Wikipedia o su un qualunque sito web, il testo completo di una norma legislativa:  questi sono solo alcuni esempi di documenti da stampare in cui ecofont  si destreggia egregiamente. Non si fatica a credere che, con un medio o intenso utilizzo di una comune stampante ink-jet, il risparmio di inchiostro utilizzato si faccia sentire: il testo appare solo leggermente meno marcato rispetto ad un font tradizionale, ma questo è dovuto alla presenza interna dei forellini, che sembra attenuare lievemente la tonalità del nero.

E voi, cosa aspettate a sfoggiare il vostro nuovo font (o a scaricare il software completo), risparmiando qualche soldino e dando anche una mano all’ambiente?

Trainer Andrea

Andrea Cartotto

Clicca qui per il sito ufficiale Ecofont
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E-book fest: un modo diverso di essere autentici lettori

Dici e-book e subito pensi a qualcosa di tecnologico ed alternativo alla classica lettura “tattile” con un buon libro in mano. Niente di più sbagliato. O meglio, ricondurre il concetto di libro elettronico a quanto descritto sopra sarebbe ingiustamente riduttivo.

Nella recente tre giorni (25-26-27 ottobre) svoltasi presso la struttura del Palafiori di Sanremo è stato celebrato l’E-book fest, neonata manifestazione per la città dei fiori che ha visto protagonista il libro elettronico declinato molte delle sue forme, e questo mi ha permesso grazie all’ascolto di conferenze e a incontri illuminanti – da appassionato prima ancora che da professionista nel settore della formazione informatica – di poter approfondire la mia conoscenza di una tecnologia certamente affascinante e di cui, spesso, si conoscono in maniera frammentata solo gli aspetti commerciali.

Cominciamo da un breve postulato: l’e-book, prima di tutto è semplicemente un libro. Così come non esistono lettori digitali e cartacei, ma semplicemente lettori, con la differenza che i fruitori del libro elettronico appaiono ancor più esigenti ed attenti di quelli “tradizionali”. In tram, in treno o più semplicemente a casa non sfogliano un numero più o meno consistente di pagine ma reggono un comodo e leggero e-book reader, un dispositivo di ridotte dimensioni concepito appositamente per la lettura e per un confort ottimale per gli occhi grazie all’e-ink (inchiostro digitale), con funzioni mirate per poter – ad esempio – aggiungere un segnalibro o se possibile scrivere una annotazione a margine. Ulteriore differenza: il lettore digitale ama la lettura in senso lato e del libro tradizionale osserva anche l’involucro, qualità della carta e dei font (caratteri) utilizzati, si sofferma sulla quarta di copertina. Per questo desidera ritrovare gli stessi dettagli anche in un formato elettronico (e-pub e mobipocket, preferiti al pdf) e desidera che siano gli stessi editori ed autori a comprendere le esigenze del consumatore finale. Ecco, questi sono tra gli aspetti che indubbiamente mi hanno sorpreso ed intrigato maggiormente all’e-book fest, grazie al felice incontro con Massimiliano Enrico e Luca Calcinai, quest’ultimo con tanto di camice e qualifica conquistata sul campo di e-book doctor (nella tre giorni sanremese, a chiunque portava il suo reader con malfunzionamenti veniva effettuata una verifica tecnica con eventuale riparazione del tutto gratuita.

Consulente freelance editoria digitale ed operatore del settore

Massimiliano Enrico mi ha accolto allo stand dell’e-book club italia (www.ebci.it) illustrandomi le sue esperienze di consulenza nel settore dell’editoria digitale e come un e-book reader non sia affatto un tablet, affiancandosi semmai ad esso (per inciso, prodotti come l’I-Pad non risultano quindi adatti per la lettura, semmai per una consultazione di documenti di vario genere e per la fruzione di contenuti multimediali). Successivamente è giunto il gradito invito di Luca Calcinai, fondatore dell’E-book Club Italia ed esperto ed operatore del settore, come Enrico, a visitare con tanto di erudita spiegazione il bellissimo e-book museum allestito in una spaziosa sala del Palafiori in ordinate vetrinette con esaurienti e completi pannelli esplicativi, in cui ho ravvisato da subito – e qui esce fuori la mia anima da formatore – una eccellente utilità didattica. Nonostante ci fossero eventi appositamente concepiti per scolaresche e docenti, non ci sarebbe occasione di conoscenza migliore di una visita al piccolo ma curato museo corredata dall’appassionata e competente spiegazione di Luca Calcinai, complemento indispensabile per apprezzare ciò che di lì a poco avrei potuto vedere e toccare con mano. Come vedete quindi, il filo conduttore resta lo stesso: gli amanti dell’e-book non sono necessariamente smanettoni tecnologici ma in primis appassionati lettori che, come nel caso del club, cercano a lorovolta di trasmettere questa passioni a visitatori e curiosi che si vogliano avvicinare a questo mondo. Perchè di mondo si tratta.

Luca Calcinai, l’e-book doctor

Luca mi ha guidato in un viaggio iniziato nel 1968 con i primi tentativi di produzione degli e-book readers, attraverso gli anni ’80 e ’90 sino ad arrivare al 2012 transitando attraverso una curiosa sezione denominata  meteore, all’interno della quale erano presenti quei dispositivi tecnologicamente dotati ma che hanno goduto di scarsa fortuna commerciale, come l’Asus Eee-Note. E qui emerge un altro aspetto che rende davvero pregevole sia l’evento in sè sia gli intenti dell’e-book club italia: non vi sono aspetti commerciali, non ci si sofferma su marchi e modelli ma tutto è incentrato sull’approccio da avere nei confronti del libro digitale, ritenuto eccellente prodotto ad esempio da diffondere nelle scuole con alcune note critiche – sempre garbate e motivate s’intende – da parte di Calcinai sulla diffusione di tablets all’interno degli istituti scolastici, ritenuti strumenti non idonei per lo studio e per la ri-lettura (eh già, perchè lo studio è un ulteriore tipo di lettura, che si unisce quindi alla lettura intesa come narrativa e alla lettura-consultazione, più distratta e variegata, come può essere quella di un quotidiano).

Da informatico quindi, confesso che ho preso parte all’evento nel suo insieme convinto di avere una soglia di conoscenza tecnica adeguata per avvicinarmi all’argomento e ne sono uscito arricchito dal punto di vista dei contenuti e dei rapporti umani, conscio quindi che l’e-book fest è stato una preziosa occasione di aggiornamento e di apprendimento, oltre ad avermi offerto spunti utili di cui intendo servirmi, in futuro, per la mia attività didattica.

Inoltre, i convegni ed i fortunati incontri che ho contribuito a propiziare mi hanno soprattutto permesso di comprendere il punto di vista di un vero lettore, come ciascuno di noi può essere se solo si sofferma a riflettere alcuni secondi in più, colmando quella lacuna dal punto di vista della user-experience che mi sono reso conto di avere non appena ho varcato la soglia delle sale congressi ed espositive per uscirne.

Un evento insomma che, come altri visitatori, mi auguro venga ripetuto con ancor maggior successo e pubblicità nel 2013. E chissà che sino ad allora io non abbia almeno affiancato volumi e volumetti tradizionali (e rassicuranti, aggiungerei) ad un comodo reader

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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Primo contatto con Windows 8

Con l’approssimarsi della data di lancio (26 ottobre 2012) del nuovo ed innovativo sistema operativo targato Microsoft, Windows 8, in tanti tra utenti avanzati o meno ed appassionati si è fatta strada la curiosità nel conoscerne pregi e difetti.


L’interfaccia grafica dell’ultima versione di Windows (l’aspetto estetico e la struttura di icone e menu per intenderci) sarà molto familiare agli attuali possessori di uno smartphone dotato della versione mobile di Windows – Windows Phone – che, per assecondare l’esperienza d’uso degli schermi touch, ha adottato al posto delle classiche icone da sfiorare (in gergo “tappare”) le live tiles, mattonelle interattive dalla dimensione generosa che si aggiornano automaticamente offrendo una panoramica immediata sullo stato di chiamate, sms e altre funzionalità.

Il concetto tradizionale di desktop quindi, sembra destinato ad essere fortemente innovato ma ciò che probabilmente decreterà il successo o l’insuccesso di Windows 8 sarà la versatilità del sistema, cioè la sua capacità di adattarsi a differenti tipologie di pc e, soprattutto, ai tablet.

In attesa di una mia “prova su strada”, per dare a tutti i lettori e gli amici del blog un’idea di quanto offerto dal successore dello stabile e funzionale Windows 7 propongo una interessante video-recensione realizzata dagli esperti di Tv Tech. 

A chi invece non sa resistere all’attesa, ricordo che una versione non definitiva (in gergo Release Preview, anteprima) di Windows 8 è liberamente scaricabile cliccando qui, fornendo un indirizzo mail valido e selezionando l’Italia dall’elenco dei paesi disponibili. Raccomando – solo agli utenti più esperti – di seguire dettagliatamente le istruzioni presenti sulla pagina ufficiale di Microsoft e, comunque, di procedere con cautela. Inoltre, non dimentichiamo che tutte le versioni di Windows non definitive sono destinate a fare la classica fine dello yogurt…ovvero, una volta scadute devono essere disinstallate!

   Andrea Cartotto

  Trainer Andrea

QUI SOTTO, LA VIDEO-RECENSIONE DI TV TECH:

Buoni consigli, Tecno Recensioni

La guida tv a portata di dito

Gran bella idea i sistemi operativi mobili: tra questi, a mio avviso, dal punto di vista della personalizzazione eccelle Android, che mette a disposizione sul suo market una grande quantità di applicazione gratuite (ed anche alcune a pagamento dietro modica cifra) che rispondono alle più variegate esigenze di noi utenti ed appassionati. Dopo averlo scelto con soddisfazione  da tempo per equipaggiare il mio fedelissimo smarpthone, quest’oggi all’interno della mia rubrica Tecno Recensioni voglio segnalarvi un’ottima applicazione gratuita, Guida Tv Gratis, che ci consente di avere in punta di dito i palinsesti dei principali canali televisivi per tenere sotto controllo la messa in onda della nostra serie tv o trasmissione preferita o per vedere  semplicemente cosa offre il piccolo schermo.

Punti di forza dell’applicazione sono la grafica pulita, un’ampia gamma di canali disponibili e la possibilità – cliccando su una trasmissione – di aggiungerla direttamente con un tocco al calendario di sistema dello smartphone o del tablet per ricordarci di seguirlo.

Tra i palinsesti che possiamo consultare troviamo quelli di Rai, Mediaset (canali in chiaro e pay per view) e numerose altre emittenti che trasmettono in digitale terrestre. Disponibile anche la programmazione di Sky, per la quale tra l’altro esiste un’applicazione dedicata ;-).

Lato negativo è la possibilità di utilizzo del programma solo online, ma considerando la diffusione sempre maggiore delle connessioni mobili questo potrebbe essere un aspetto che può comodamente essere posto in secondo piano.

Una comoda soluzione insomma che, se non sostituisce il caro vecchio Tv Sorrisi e Canzoni e i suoi “simili” di certo li affianca facendo il suo dovere senza fronzoli.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Pillole, Tecno Recensioni

Un altro coniglio dal cilindro di Google: Cube!

Google ci ha abituato ad innovazioni e sorprese, oltre ad essere divenuto da tempo la quintessenza della ricerca in rete.

Questa volta voglio parlarvi di una piccola chicca targata big G (uno dei sinonimi con cui possiamo chiamare il re di internet), ma non si tratta di uno dei soliti servizi web quanto di un piccolo passatempo, magari per fare una pausa dalle consuete attività professionali rimanendo davanti al pc.

Se non avete ancora sentito parlare di Google Cube  (e siete giustificati…), puntate il vostro browser all’indirizzo http://www.playmapscube.com e armatevi di un buon mouse e di mano ferma. Vi troverete di fronte ad un piccolo browser-game (in gergo, un gioco per pc da utilizzare direttamente online) che sfrutta la tecnologia già nota del servizio Google Maps.

In questo caso però non dovremo ricercare un indirizzo o un itinerario ma ad accoglierci ci sarà un grande labirinto a forma di cubo, dentro il quale si snoda un reticolato di strade, edifici, ponti, in perfetto stile Maps. Il nostro compito? Cliccare su start playing, e con il mouse far muovere il cubo facendovi scorrere all’interno una sfera blu pronta a rimbalzare dispettosa da una parte all’altra mentre cerchiamo di raggiungere sulla mappa l’obiettivo che ci viene indicato di livello in livello.

Se credete che sia un gioco da ragazzi scoprirete che non è così cimentandovi in prima persona con questo rompicapo dalla grafica accattivante, frutto dell’inventiva del team di sviluppo di Google. Un passatempo insomma che strizza però l’occhio alla promozione di uno dei servizi più utilizzati ed apprezzati dagli internauti: in perfetto stile Google.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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Tecno Recensioni

Volunia: un completo “test su strada”

Dopo la precedente panoramica sul nuovo motore di ricerca nato in Italia, vediamo più da vicino con un test drive come si comporta Volunia nel normale utilizzo, considerando che è ancora in fase di perfezionamento e che l’accesso è consentito al momento solo ai fortunati navigatori che vestono i panni dei power users.

Analizziamo le principali novità del (futuro?) antagonista di Google riassumendole in alcune categorie principali:

messaggi: la novità più evidente che mostra come un motore di ricerca possa essere spiccatamente social. Mediante apposita icona potremo decidere se aprire una barra sulla destra dello schermo dedicata ad una chat che coinvolgerà noi e gli altri utenti di Volunia. Ad esempio, durante la consultazione di una pagina web o mentre stiamo effettuando una ricerca;

mappa: un’intuizione che mi ha colpito e che può rendere la user-experience dei frequentatori della rete davvero diversa dal solito. Una volta nella homepage del sito da noi ricercato, semplicemente cliccando sul pulsante mappa presente nella barra degli strumenti principali di Volunia potremo ottenere in alcuni secondi una mappa completa del sito…come se ci trovassimo all’interno di una città! Avete capito bene, noi diveniamo turisti all’interno di un intero sito web, raffigurato come una città (il cui quartiere principale è la nostra homepage), e a colpo d’occhio possiamo spostarci su un edificio oppure su un altro, raffiguranti le pagine interne del sito. L’unico dubbio che mi sento di avanzare è legato ad un uso quotidiano di Volunia: apprezzeremo davvero questa innovativa rappresentazione grafica o superato l’entusiasmo iniziale la trascureremo ritornando alla classica navigazione per pagine?

Se avessimo bisogno di un’ulteriore conferma, ecco una funzione che ci rivela come Volunia tenti di mettere il navigatore all’interno del suo mondo, attraverso una navigazione in rete che ho già definito social. Non appena raggiungeremo la pagina web da noi desiderata, ci dirà chi ha avuto la nostra stessa idea e si trova, appunto, qui ed ora. Attraverso la lista degli utenti che ci verrà mostrata potremo scegliere ad esempio se metterci in contatto diretto con uno degli utenti, consultare il suo profilo, richiederne l’amicizia.

A proposito di amicizia, caro Facebook, Volunia ha preso spunto dalla tua idea di iniziale di creare per ciascuno di noi una propria rete di contatti (i cosiddetti amici – permettetemi però di ricordare che il concetto di amicizia non è propriamente quello dei social networks….) offrendoci l’opportunità di effettuare un login e quindi di utilizzare il motore di ricerca come utenti registrati. Se ci faremo identificare da Volunia, avremo a disposizione la funzione messaggi (la chat), che altrimenti è disponibile solo in lettura e non in scrittura, e soprattutto potremo ricercare altri utenti da invitare ed aggiungere ai nostri amici, potendo inoltre farci anche rintracciare da loro dopo che avranno semplicemente digitato nel box principale di Volunia il nostro nome e cognome o il nostro pseudonimo: invece che selezionare la voce web per effettuare la ricerca, basterà cliccare sul comando persone.

Una funzione che molto probabilmente useremo con soddisfazione. Immaginiamo di essere all’interno di un sito molto ricco di notizie e di voler passare direttamente alle immagini o ai video presenti, oppure ancora ad eventuali documenti allegati nei consueti formati di testo o nel diffusissimo pdf: basterà, una volta nella homepage del sito da noi ricercato, cliccare sul pulsante media nella barra principale di Volunia e scegliere con un clic cosa vogliamo vedere. Semplice ed efficace!

SHARE!! O, per dirla all’italiana, CONDIVIDI: come condividere al volo una pagina web contenente proprio quell’articolo o quella ricetta che volevamo mostrare al collega, alla compagna o all’amico. Un clic sul pulsante SHARE,

sempre tra i pulsanti principali della toolbar di Volunia, e ci apparirà un ricco menu. Saremo a noi a scegliere se sfruttare gli arcinoti Facebook, Twitter o la cara vecchia e-mail per condividere un link. Ovviamente, nel caso dei social networks, avendo cura come sempre di loggarci con i nostri dati. Da quest’ultimo aspetto possiamo comprendere in maniera a mio parere sufficientemente chiara come Volunia non voglia proporsi in competizione con Facebook, Twitter e similari: non dimentichiamo che nonostante una vocazione social il suo ruolo è comunque quello di un motore di ricerca, che sfrutta le principali reti sociali in maniera complementare per condividere un contenuto web anche attraverso di esse.

Il momento della “pagella” di Trainer Andrea: promuovo l’alunno Volunia con un rotondo 7 sulla fiducia, non sbilanciandomi oltre per due particolari ragioni. Intanto, sono ancora troppo pochi perchè possa essere utilizzato come motore di ricerca principale i siti indicizzati su Volunia, e poi occorrerà attendere il debutto pubblico ufficiale per valutarne in maniera obiettiva pregi e difetti. Come per tutte le innovazioni e le buone idee nell’affollato settore del web e dell’IT un ruolo da protagonisti lo giocheremo noi utenti: il nostro passaparola e l’affiancare Volunia al collaudatissimo e sempre in evoluzione Google ci porterà a un tentativo di migrazione verso il motore di ricerca tricolore oppure ci condurrà a considerarlo un simpatico assistente digitale quando abbiamo voglia di quel qualcosa di diverso.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

Tecno Recensioni

Un’ottimo pacchetto Office per il nostro smartphone

Ok, gli amici e molti di coloro che intrattengono rapporti professionali con me sanno che tra i sistemi operativi mobili prediligo Android, per la versatilità e l’elevata possibilità di personalizzazione offerta. Senza nulla togliere al mondo Apple, il software targato Google risponde in pieno alle mie esigenze di svago e di produttività e per questo sono stato particolarmente allettato dalla scelta dell’azienda Kingsoft di rilasciare sul Market Android gratuitamente una versione del suo Office che consente di visualizzare ma soprattutto modificare e creare da zero documenti di testo e fogli elettronici nei formati più diffusi.

Effettuando alcune operazioni di modifica con il documento di esempio offerto dall’app stessa ho potuto apprezzare la semplicità d’uso del software, che consente realmente di effettuare variazioni del testo, sottolineature o ingrandimenti del carattere in punta di dita, potendo usufruire in maniera godibile della superficie dello smartphone su cui è installato, soprattutto con lo schermo in modalità panoramica. La barra degli strumenti offre i classici comandi che siamo abituati a ritrovare tanto nella suite Office di Microsoft quanto nell’antagonista Openoffice, e laddove non vengano tutti visualizzati a causa dello spazio offerto da uno schermo di circa 4 pollici, sarà sufficiente scorrere in punta di dita verso sinistra o verso destra per poter usufruire dei pulsanti supplementari.

La scrittura è fluida e senza impuntamenti, ed abbastanza pratica è la modalità di selezione di una o più porzioni del testo per poi applicare i classici e sempre utili “taglia e incolla” e “copia e incolla”. Certo, si tratta pur sempre di una soluzione che ci viene in aiuto quando ci troviamo fuori casa, oppure in ufficio, o più semplicemente non abbiamo con noi un classico pc con cui lavorare su di un testo o su un foglio elettronico, ed infatti l’ambito mobile e l’ambito più tipicamente domestico di utilizzo di un software non sono accostabili, però immaginiamo di trasferire dal computer allo smartphone un documento in formato .doc da poter rileggere con calma in un ritaglio di tempo o da consultare semplicemente estraendo dalla tasca o dalla borsa il nostro fedele telefono: ecco che, in maniera familiare e – aspetto non trascurabile – del tutto gratuita avremo a disposizione un programma molto valido e graficamente curato per poter mettere mano ai nostri testi e per memorizzarli poi con le modifiche desiderate.

 

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

Tecno Recensioni

Con Android le spese per l’auto non hanno segreti!

Tra le tante proposte del market del sempre più diffuso e performante sistema operativo mobile Android ce n’è una di sicuro interesse sia per chi ha a cuore la sua auto sia per chi, più semplicemente, la utilizza come prezioso mezzo di lavoro e ha la necessità di tenere sotto controllo tutte le voci di spesa legate alla manutenzione e all’impiego quotidiano dell’auto.

Con l’app Carango, gratuita, abbiamo la possibilità di inserire i rifornimenti effettuati o operazioni di manutenzione ordinaria quali tagliandi programmati e cambi dell’olio. Possiamo anche inserire comodamente l’importo della nostra assicurazione rc auto, con relativa scadenza, tranquilli che  Carango provvederà per noi ad inserire un promemoria nel calendario di Google per ricordarci la data del rinnovo ed evitare dunque spiacevoli disattenzioni.

In ultimo, è possibile consultare comodi report su base settimanale o mensile in cui potremo tracciare le nostre spese e verificare quanto incidano realmente sul nostro budget.

Un altro caso in cui la tecnologia si coniuga con le esigenze della vita quotidiana affiancandole, senza snaturarle.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Tecno Recensioni

Un buon equalizzatore audio per Android

Che il sistema operativo mobile targato Google stia ottenendo sempre maggiore successo non è un mistero, e tra le sue caratteristiche principali può vantare una flessibilità ed una possibilità di personalizzazione da parte dell’utente tali da garantire quella in inglese viene definita un’ottima user experience (esperienza d’uso da parte dell’utente).

Sia i tablet sia gli smartphone basati sulla piattaforma Android (preferibilmente dalla versione 2.1 in avanti) possono all’occorrenza divenire ottimi riproduttori musicali portatili, per portare sempre con noi chili e chili di brani audio da ascoltare in totale relax nei luoghi da noi frequentati abitualmente o comodamente a casa.

 Una “mancanza” di Android nella sua dotazione standard però,  confrontandolo ad esempio con il sistema operativo Symbian adottato  da Nokia (e vicino al pensionamento…), riguarda l’assenza di un valido  equalizzatore audio per rendere più corpose e vibranti le tracce  musicali, intervenendo quindi sui toni bassi, sui toni alti o  semplicemente equilibrando il brano a tutto vantaggio di un ascolto  davvero godibile. Per fortuna ci pensa il ricco serbatoio dell’Android  Market ad offrirci soluzioni gratuite e valide da installare con un tocco  sul nostro smartphone. E’ il caso dell’applicazione gratuita  EQUALIZER, leggera e piuttosto completa, che mette a disposizione  all’interno del nostro player audio proprio quell’equalizzatore di cui si  avvertiva l’assenza. Il programma presenta un’interfaccia grafica molto  intuitiva, offrendo comodi presets già pronti su cui cliccare, personalizzando in funzione del genere musicale che stiamo ascoltando la traccia in riproduzione (personalmente, ho apprezzato su vari brani il preset rock, morbido ed equilibrato).

Un’altra bella idea, se i nostri mp3 sono correttamente taggati, riportando il genere musicale dei brani, è quella di fare sì che il programma assegni in automatico un preset adatto durante la riproduzione. Un brano dance, quindi, verrà riprodotto automaticamente facendo risaltare le sonorità tipiche del genere.

Inoltre, funzione a me particolarmente gradita, cliccando sul pulsante di attivazione di Equalizer potremo attivare il potenziamento dei bassi, graduabile mediante un comodo cursore touch, con una resa ottima, che presenta nel complesso una lieve distorsione del suono solo al massimo del volume e solo con alcuni presets.

Nulla da invidiare insomma ai più blasonati lettori mp3, ed il nostro smartphone sarà una volta di più compagno quotidiano delle fatiche professionali e dello svago.

EQUALIZER è ricercabile direttamente dal market android sia su dispositivi mobile sia mediante il sito ufficiale del market Android.

 

Andrea Cartotto