Buoni consigli, Tecno Recensioni

La guida tv a portata di dito

Gran bella idea i sistemi operativi mobili: tra questi, a mio avviso, dal punto di vista della personalizzazione eccelle Android, che mette a disposizione sul suo market una grande quantità di applicazione gratuite (ed anche alcune a pagamento dietro modica cifra) che rispondono alle più variegate esigenze di noi utenti ed appassionati. Dopo averlo scelto con soddisfazione  da tempo per equipaggiare il mio fedelissimo smarpthone, quest’oggi all’interno della mia rubrica Tecno Recensioni voglio segnalarvi un’ottima applicazione gratuita, Guida Tv Gratis, che ci consente di avere in punta di dito i palinsesti dei principali canali televisivi per tenere sotto controllo la messa in onda della nostra serie tv o trasmissione preferita o per vedere  semplicemente cosa offre il piccolo schermo.

Punti di forza dell’applicazione sono la grafica pulita, un’ampia gamma di canali disponibili e la possibilità – cliccando su una trasmissione – di aggiungerla direttamente con un tocco al calendario di sistema dello smartphone o del tablet per ricordarci di seguirlo.

Tra i palinsesti che possiamo consultare troviamo quelli di Rai, Mediaset (canali in chiaro e pay per view) e numerose altre emittenti che trasmettono in digitale terrestre. Disponibile anche la programmazione di Sky, per la quale tra l’altro esiste un’applicazione dedicata ;-).

Lato negativo è la possibilità di utilizzo del programma solo online, ma considerando la diffusione sempre maggiore delle connessioni mobili questo potrebbe essere un aspetto che può comodamente essere posto in secondo piano.

Una comoda soluzione insomma che, se non sostituisce il caro vecchio Tv Sorrisi e Canzoni e i suoi “simili” di certo li affianca facendo il suo dovere senza fronzoli.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Pillole, Tecno Recensioni

Un altro coniglio dal cilindro di Google: Cube!

Google ci ha abituato ad innovazioni e sorprese, oltre ad essere divenuto da tempo la quintessenza della ricerca in rete.

Questa volta voglio parlarvi di una piccola chicca targata big G (uno dei sinonimi con cui possiamo chiamare il re di internet), ma non si tratta di uno dei soliti servizi web quanto di un piccolo passatempo, magari per fare una pausa dalle consuete attività professionali rimanendo davanti al pc.

Se non avete ancora sentito parlare di Google Cube  (e siete giustificati…), puntate il vostro browser all’indirizzo http://www.playmapscube.com e armatevi di un buon mouse e di mano ferma. Vi troverete di fronte ad un piccolo browser-game (in gergo, un gioco per pc da utilizzare direttamente online) che sfrutta la tecnologia già nota del servizio Google Maps.

In questo caso però non dovremo ricercare un indirizzo o un itinerario ma ad accoglierci ci sarà un grande labirinto a forma di cubo, dentro il quale si snoda un reticolato di strade, edifici, ponti, in perfetto stile Maps. Il nostro compito? Cliccare su start playing, e con il mouse far muovere il cubo facendovi scorrere all’interno una sfera blu pronta a rimbalzare dispettosa da una parte all’altra mentre cerchiamo di raggiungere sulla mappa l’obiettivo che ci viene indicato di livello in livello.

Se credete che sia un gioco da ragazzi scoprirete che non è così cimentandovi in prima persona con questo rompicapo dalla grafica accattivante, frutto dell’inventiva del team di sviluppo di Google. Un passatempo insomma che strizza però l’occhio alla promozione di uno dei servizi più utilizzati ed apprezzati dagli internauti: in perfetto stile Google.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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I miei progetti

Con gli studenti del Ruffini di Imperia per parlare di Sicurezza Informatica

Giovedì 26 aprile sarò all’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri G. Ruffini di Imperia, su invito di una docente, per un incontro con alcune classi di ragazzi con cui avrò modo di dialogare a proposito di un argomento che mi sta molto a cuore, la Sicurezza Informatica.

Gli studenti di oggi infatti, soprattutto quelli più “grandicelli”, hanno grande familiarità con il computer e con la tecnologia in genere, per non parlare poi della navigazione in rete…spesso però, di fronte ad alcune tematiche che cerco di trattare interagendo moltissimo con loro, dando ampio spazio a dubbi o richieste, si rendono conto di trascurare alcuni dettagli nell’uso del pc e di internet che possono rivelarsi molto importanti . Tra i vari argomenti, parlerò loro di:

– virus e affini

– social networks

– condizioni d’uso di Facebook

– trucchi per conoscere ed evitare il phishing

E, come sempre, molto altro…

Raccolgo sempre con molto piacere gli inviti rivolti dagli istituti scolastici di ogni ordine e grado, e nel corso dei miei numerosi interventi come formatore informatico ed esperto presso varie località della Liguria ho sempre trovare un’accoglienza ottima e mi sono confrontato con docenti e studenti attenti e curiosi.

Dirigenti scolastici, insegnanti o studenti che vogliano sviluppare con me progetti di divulgazione informatica o che desiderino avermi “ospite” per incontri con le classi presso i loro istituti non devono fare altro che cliccare IN ALTO SUL PULSANTE CONTATTAMI, oppure sulla voce lascia LASCIA UN COMMENTO in fondo a questo post, avendo cura di riportare la scuola di appartenenza, la località ed un indirizzo mail valido. Questo mi sarà necessario per contattarvi in privato per fornire e ricevere maggiori dettagli.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Buoni consigli, I miei progetti

Inaugurazione della mostra fotografica “Femme Létales”: presente!

Alla presenza di un pubblico entusiasta e delle autorità invitate per l’occasione, sono intervenuto al vernissage della mostra fotografica del talentuoso fotografo ligure Luca Lombardi dal titolo Femme Létales con cui ho già avuto occasione di collaborare con soddisfazione ad un recente progetto incentrato sulla sicurezza informatica presso il comune di Albenga.

Da sinistra, una giovane modella (protagonista anche di alcuni scatti della mostra), il fotografo Luca Lombardi e me, ultimo da sinistra

Prima ancora di collaborare con Luca al Seminario sulla Sicurezza Informatica e Telematica che ho organizzato per l’Istituto Giancardi – Galilei – Aicardi di Alassio in collaborazione con la mia azienda, IstitutoFormazione Franchi, avevo notato su Facebook che il nostro fotografo aveva una curiosa  e buona abitudine: scrivere post dal carattere ironico o talvolta più serioso per chiarire in particolare alle giovani ragazze affascinate dalle luci della ribalta del mondo dello spettacolo e della moda che, soprattutto in rete, non è tutto oro ciò che luccica e che bisogna prestare attenzione ai falsi professionisti che – illusoriamente – si servono anche del mezzo internet per cercare in realtà null’altro che un contatto con loro.

Da lì è nato il primo invito che ho rivolto a Luca a collaborare con me e con noi, in qualità di affermato esperto nel settore della fotografia, riconoscendogli soprattutto l’impegno a svolgere il suo lavoro con serietà ed in maniera etica, nel pieno rispetto di eventuali soggetti minorenni ed evitando volgarità e contenuti inutilmente espliciti.

Una dimostrazione pratica di questo cammino professionale da lui intrapreso è la sua mostra personale di scatti “Femme Létales”, ospitata per un mese presso la Sala d’arte del Nyala Suite Hotel a Sanremo. L’idea è semplice: un progetto con una precisa direzione artistica in cui, con l’aiuto della truccatrice Daniela Mazzucchelli e la prestigiosa collaborazione dell’artista internazionale Federico Bozzano (sue le ambientazioni digitali del film Avatar, record di incassi al botteghino), sono state scelte delle giovani ragazze, studentesse, rigorosamente non professioniste, che si sono divertite a vestire i panni di alcuni tra gli animali più “feroci” del mondo di fronte all’obiettivo del fotografo, in un voluto gioco di contrasti.

Il momento in cui ho consegnato l'attestato dell'Istituto Formazione Franchi a Luca Lombardi

Io ero presente come responsabile per la regione Liguria dei progetti didattici di Istituto Formazione Franchi ed ho consegnato nelle mani di Luca un attestato che gli abbiamo riconosciuto con piacere per la sua attenzione verso i facili rischi a cui possono essere esposti soggetti più vulnerabili come i giovani, e per la qualità delle sue immagini.

Un progetto insomma che ho sposato con piacere, anche nell’ottica di quella  formazione rivolta a tutti, da anni finalità importante dei numerosi corsi che io e tanti altri valentissimi colleghi teniamo con passione nelle varie località italiane e all’estero.

Una panoramica del pubblico intervenuto numeroso al vernissage della mostra

di Andrea Cartotto

Trainer Andrea

I miei progetti, Pillole

Intervento alla mostra personale del fotografo Luca Lombardi

Martedì 3 Aprile interverrò alla conferenza stampa di presentazione della mostra personale del talentuoso fotografo di Sanremo Luca Lombardi, con cui ho avuto occasione di recente di collaborare ad un recente Seminario sulla Sicurezza Informatica e Telematica svoltosi ad Albenga con ottimi consensi.

Luca, quasi come una naturale continuazione del precedente progetto, darà vita da martedì ad una mostra intitolata Femmes Létales in cui mostrerà degli scatti d’autore da lui realizzati in cui vengono ritrarre ragazze acqua e sapone che non fanno parte professionalmente del mondo della moda o della pubblicità, truccate ad arte come alcune tra le più feroci belve del mondo, senza perdere però la freschezza della loro età. Non solo foto, ma anche alcune delle sue giovani modelle ad accogliere i visitatori, ovviamente sempre con indosso sgargianti colori a creare un tutt’uno con la pelle.

In occasione del vernisagge, avrò il piacere di effettuare un breve intervento – in qualità di responsabile dei progetti didattici informatici per la Liguria di Istituto Formazione Franchi – e di consegnare a Luca un attestato per la sua scelta di svolgere in maniera etica la sua attività professionale, ritraendo ad esempio soggetti minorenni alla presenza dei genitori e dietro la firma di liberatorie, senza volgarità, e mettendo in guardia ragazzi e ragazze dai finti professionisti dell’immagine che promettendo illusorie prospettive nel “dorato” mondo della moda e della televisione spillando loro denaro oppure richiedendo scatti inopportunamente più espliciti del necessario.

L’appuntamento è dunque per martedì 3 Aprile alle ore 18 presso il Nyala Suite Hotel di Sanremo, la città dei fiori, ingresso libero e a seguire buffet di benvenuto.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Tecno Recensioni

Volunia: un completo “test su strada”

Dopo la precedente panoramica sul nuovo motore di ricerca nato in Italia, vediamo più da vicino con un test drive come si comporta Volunia nel normale utilizzo, considerando che è ancora in fase di perfezionamento e che l’accesso è consentito al momento solo ai fortunati navigatori che vestono i panni dei power users.

Analizziamo le principali novità del (futuro?) antagonista di Google riassumendole in alcune categorie principali:

messaggi: la novità più evidente che mostra come un motore di ricerca possa essere spiccatamente social. Mediante apposita icona potremo decidere se aprire una barra sulla destra dello schermo dedicata ad una chat che coinvolgerà noi e gli altri utenti di Volunia. Ad esempio, durante la consultazione di una pagina web o mentre stiamo effettuando una ricerca;

mappa: un’intuizione che mi ha colpito e che può rendere la user-experience dei frequentatori della rete davvero diversa dal solito. Una volta nella homepage del sito da noi ricercato, semplicemente cliccando sul pulsante mappa presente nella barra degli strumenti principali di Volunia potremo ottenere in alcuni secondi una mappa completa del sito…come se ci trovassimo all’interno di una città! Avete capito bene, noi diveniamo turisti all’interno di un intero sito web, raffigurato come una città (il cui quartiere principale è la nostra homepage), e a colpo d’occhio possiamo spostarci su un edificio oppure su un altro, raffiguranti le pagine interne del sito. L’unico dubbio che mi sento di avanzare è legato ad un uso quotidiano di Volunia: apprezzeremo davvero questa innovativa rappresentazione grafica o superato l’entusiasmo iniziale la trascureremo ritornando alla classica navigazione per pagine?

Se avessimo bisogno di un’ulteriore conferma, ecco una funzione che ci rivela come Volunia tenti di mettere il navigatore all’interno del suo mondo, attraverso una navigazione in rete che ho già definito social. Non appena raggiungeremo la pagina web da noi desiderata, ci dirà chi ha avuto la nostra stessa idea e si trova, appunto, qui ed ora. Attraverso la lista degli utenti che ci verrà mostrata potremo scegliere ad esempio se metterci in contatto diretto con uno degli utenti, consultare il suo profilo, richiederne l’amicizia.

A proposito di amicizia, caro Facebook, Volunia ha preso spunto dalla tua idea di iniziale di creare per ciascuno di noi una propria rete di contatti (i cosiddetti amici – permettetemi però di ricordare che il concetto di amicizia non è propriamente quello dei social networks….) offrendoci l’opportunità di effettuare un login e quindi di utilizzare il motore di ricerca come utenti registrati. Se ci faremo identificare da Volunia, avremo a disposizione la funzione messaggi (la chat), che altrimenti è disponibile solo in lettura e non in scrittura, e soprattutto potremo ricercare altri utenti da invitare ed aggiungere ai nostri amici, potendo inoltre farci anche rintracciare da loro dopo che avranno semplicemente digitato nel box principale di Volunia il nostro nome e cognome o il nostro pseudonimo: invece che selezionare la voce web per effettuare la ricerca, basterà cliccare sul comando persone.

Una funzione che molto probabilmente useremo con soddisfazione. Immaginiamo di essere all’interno di un sito molto ricco di notizie e di voler passare direttamente alle immagini o ai video presenti, oppure ancora ad eventuali documenti allegati nei consueti formati di testo o nel diffusissimo pdf: basterà, una volta nella homepage del sito da noi ricercato, cliccare sul pulsante media nella barra principale di Volunia e scegliere con un clic cosa vogliamo vedere. Semplice ed efficace!

SHARE!! O, per dirla all’italiana, CONDIVIDI: come condividere al volo una pagina web contenente proprio quell’articolo o quella ricetta che volevamo mostrare al collega, alla compagna o all’amico. Un clic sul pulsante SHARE,

sempre tra i pulsanti principali della toolbar di Volunia, e ci apparirà un ricco menu. Saremo a noi a scegliere se sfruttare gli arcinoti Facebook, Twitter o la cara vecchia e-mail per condividere un link. Ovviamente, nel caso dei social networks, avendo cura come sempre di loggarci con i nostri dati. Da quest’ultimo aspetto possiamo comprendere in maniera a mio parere sufficientemente chiara come Volunia non voglia proporsi in competizione con Facebook, Twitter e similari: non dimentichiamo che nonostante una vocazione social il suo ruolo è comunque quello di un motore di ricerca, che sfrutta le principali reti sociali in maniera complementare per condividere un contenuto web anche attraverso di esse.

Il momento della “pagella” di Trainer Andrea: promuovo l’alunno Volunia con un rotondo 7 sulla fiducia, non sbilanciandomi oltre per due particolari ragioni. Intanto, sono ancora troppo pochi perchè possa essere utilizzato come motore di ricerca principale i siti indicizzati su Volunia, e poi occorrerà attendere il debutto pubblico ufficiale per valutarne in maniera obiettiva pregi e difetti. Come per tutte le innovazioni e le buone idee nell’affollato settore del web e dell’IT un ruolo da protagonisti lo giocheremo noi utenti: il nostro passaparola e l’affiancare Volunia al collaudatissimo e sempre in evoluzione Google ci porterà a un tentativo di migrazione verso il motore di ricerca tricolore oppure ci condurrà a considerarlo un simpatico assistente digitale quando abbiamo voglia di quel qualcosa di diverso.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

Il mio sguardo sull'IT

E’ tempo di Volunia…oppure no?

Dopo la curiosità suscitata in occasione della sua presentazione mondiale il 6 febbraio, presso l’Università di Padova, l’interesse per Volunia – nuovo motore di ricerca made in Italy (diciamolo!) – sembra essere fisiologicamente scemato, in attesa che il suo utilizzo venga aperto a tutti gli utenti della rete e che sia ufficialmente stabile.

Pare che in tempi relativamente brevi la fase di testing sarà definitivamente completata e che semplicemente digitando http://www.volunia.com nella barra degli indirizzi di un qualunque browser tutti potranno sperimentare in prima persona un esperienza che potremmo definire, a ragione, un concreto contatto con il mondo di internet 3.0, una nuova frontiera della rete in cui il nostro ruolo sarà quello di utilizzatori  attivi che non si limiteranno alla ricerca di informazioni ma in tempo reale potranno condividerle in maniera social direttamente dal loro motore di ricerca.

Perchè Volunia è proprio questo: un motore di ricerca evoluto sviluppato dal Professor Massimo Marchiori, che dopo aver contribuito in maniera determinante alla nascita del colosso Google per poi seguire in maniera più defilata la sua straordinaria conquista del web, dedicandosi all’insegnamento universitario presso l’ateneo di Padova ha coltivato per anni in segreto l’ambizioso progetto di modellare con le proprie mani un servizio che in qualche maniera andasse ad intaccare il monopolio di fatto acquisito dallo stesso Google.

Queste ottime premesse non potevano che solleticare la mia curiosità come quella di numerosissimi altri internauti, poichè l’esperienza insegna che al di là delle eccellenti premesse e della pur ottima teoria, nulla è meglio di una prova su strada per saggiare le potenzialità di un prodotto o di un servizio e per decretarne da subito il successo o il tramonto. Nel caso di Volunia, l’accesso al momento è riservato ai soli utenti privilegiati, denominati power user, che si sono con anticipo registrati gratuitamente presso l’apposito portale messo a disposizione dagli sviluppatori Volunia, fornendo un indirizzo e-mail valido a cui sarebbero state inviate delle credenziali di prova.

Fortunosamente, dopo una paziente e lunga attesa, anch’io sono entrato a far parte della lista dei power users ed ho potuto verificare (e spremere) dal vivo quanto Volunia metta realmente a disposizione degli utenti, pur con i normali limiti di una versione ancora acerba e sperimentale,

A breve, su queste stesse pagine pubblicherò la recensione della mia prova su strada di un motore di ricerca indubbiamente interessante, con alcune luci ma anche alcune ombre, non fosse altro perchè si troverà ad affrontare l’ingrato compito di scalfire le abitudini del popolo della rete di fronte ad un concorrente, Google, che non sta certo alla finestra ma punta costantemente a migliorarsi e ad offrire servizi innovativi e user friendly.

Nell’attesa, cliccando qui sarà possibile per i ritardatari guardare il video della presentazione in anteprima mondiale di Volunia.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT

Virtuale…a chi? Breve analisi della vita in digitale

Ci sono alcuni termini in ambito informatico e più diffusamente tecnologico che meritano un doveroso approfondimento, e tra questi c’è proprio virtuale, usato spesso come aggettivo ma anche disinvoltamente come attualissimo sostantivo.

La domanda più classica che ci potremmo porre è: sappiamo realmente cosa significa? Scopriremmo che la risposta non è affatto scontata. Siamo portati a pensare a qualcosa di virtuale come a qualcosa che “non esiste”o, ancor meglio, esiste solo nel mondo del computer, e questo rischia di condurre soprattutto i più giovani ad un pericoloso fraintendimento: il credere cioè che un sinonimo perfetto di virtuale sia irreale.

Se ci ragioniamo un secondo, in effetti, parrebbe che non si tratti di qualcosa di tangibile, che possiamo maneggiare concretamente, ed anzi qualcosa verso cui possiamo manifestare una certa disinvoltura. Prendiamo alcuni classici ritrovi della rete, come Netlog (aggregatore sociale rivolto prevalentemente ai ragazzi) o il più che famoso Facebook, frequentato da internauti di tutte le età ed interessi. Si tratta di enormi piazze non appartenenti alle nostre città ma immensamente più frequentate, più colorate, più vive, aperte a tutte le ore. Piazze, appunto, che definiamo a pieno titolo virtuali. L’unica cosa che ci separa da loro è il monitor del nostro pc (o smartphone, per essere al passo con i tempi), e questo ci consente proprio la disinvoltura a cui facevo riferimento prima. Abiti comodi, niente trucco per signorine e signore, timidezza alle spalle, una foto del nostro profilo convincente (più o meno rispondente al vero) e via con la tastiera, convinti che che le nostre parole si depositino in un mondo intangibile pronte a perdersi nella memoria della rete una volta chiuso il sito del quale siamo frequentatori (e consumatori) quotidiani. Anzi, aggiungiamo che sappiamo bene che la rete diviene proprietaria di tutto ciò che facciamo scivolare su di essa, ma proprio perchè si tratta di un mondo virtuale non ce ne curiamo abbastanza. Ma com’è veramente il nostro rapporto con il computer e con internet? Per comprenderlo pienamente basterebbe sostituire al termine virtuale il più corretto ed appropriato termine digitale, come consiglio sempre di fase in occasione dei miei corsi e degli incontri in cui sono chiamato a parlare di sicurezza informatica. Parlare di digitale significa certamente fare riferimento ad un’esperienza che nasce e vive grazie al computer, ma che esiste eccome! E che, come tale, produce conseguenze dirette ed indirette nella nostra vita quotidiana, quella reale. Il più classico degli esempi lo potremmo fare prendendo a modello una chiacchiera in chat o una conversazione tramite i social networks con un interlocutore che abbiamo conosciuto solo in rete e di cui dunque non possiamo e non dobbiamo fidarci. Quella conversazione è tutto tranne che virtuale, proprio perchè può produrre tangibili effetti nella vita reale. Che tale riflessione non sia affatto scontata e cristallina ce lo dicono gli episodi di cronaca che fanno riferimento a Facebook ed ai suoi derivati e che vedono coinvolti tanto utenti giovani, talvolta minorenni, quanto più adulti e presumibilmente più consapevoli.

Ecco che allora la nostra presenza sulla rete (e i formidabili strumenti che ci mette a disposizione) deve semplicemente essere una proiezione di noi stessi rispondente al vero, con i nostri punti di forza e le nostre debolezze, e non un modo di costruirci una identità alternativa, quello che in gergo viene definito un alias.

Di virtuale insomma possono esserci giusto i nostri sogni, le nostre aspirazioni, ma attenzione: essere cittadini di questa era, l’era digitale, ci consente di sfruttare proprio Internet e il suo potenziale per far divenire anche quelli delle soddisfacenti realtà!

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Il mio sguardo sull'IT

Sexting: conoscerlo veramente per evitarlo

La rete, libera per sua natura e vocazione, non deve essere mai essere intesa come un mondo a sè: il rischio infatti, è che in uno spazio virtuale i cui confini a volte sono labili trovino spazio comportamenti che hanno ripercussioni sin troppo reali una volta fuoriusciti dallo schermo dei nostri computers.

Questa riflessione, validissima anche per gli adulti, si rivela però estremamente concreta pensando alle azioni dei ragazzi, che sguazzano all’interno della rete con grande disinvoltura. Tale disinvoltura però si tramuta in assenza di autocontrollo nel momento in cui prendono forma fenomeni come quello del sexting.

L’espressione, ancora troppo poco pubblicizzata dai media, è una sintesi tra i termini sex e texting (scrivere, fare uso di testo) e si riferisce all’abitudine di scambio su internet, prevalentemente tra ragazzi e giovani, di foto e video a sfondo erotico – sessuale corredato da commenti più o meno espliciti. Tali immagini, che possono tranquillamente essere realizzate con l’autoscatto di uno smartphone, entrano nel circuito web attraverso i social networks e i canali di chat per poi aggrovigliarsi nei meandri della rete.

A mio parere, non occorre essere psicologi per capire cosa spinga un giovane a questo tipo di condivisione: il compimento di un gesto trasgressivo, l’esibizionismo e la voglia di apparire (non siamo forse nell’era del Grande Fratello? E non mi riferisco al noto reality…), il desiderio di lasciarsi alle spalle timidezze e inibizioni. Ma il pericolo è proprio questo, il fatto che un fenomeno come quello del sexting ci sembri normale e del tutto giustificabile come un banale “errore di gioventù”, anche alla luce di quanto la nostra società ci offre.

E se è vero che “ciò che pubblichiamo in rete diviene poi di proprietà della rete stessa” ci rendiamo ancor più conto di quanto la soglia della nostra sfera più intima si abbassi pericolosamente: una ragazza che invia uno scatto molto provocante ad un suo coetaneo  – che sia amico o fidanzato – mediante strumenti di fatto pubblici come il Facebook di turno, affida completamente nelle mani di quest’ultimo ciò che di più personale possiede, e lo fa consapevolmente, spesso senza alcuna forzatura. Da quel momento, una azione che poteva normalmente rimanere circoscritta nell’ambito di una relazione sentimentale viene catapultata in un groviglio di contatti, che possono a loro volta visionare, mostrare apprezzamento con un clic (pensiamo proprio al mi piace di Facebook) o – ancor peggio – a loro volta condividere una foto o un video ampliando in maniera potenzialmente smisurata e difficilmente controllabile il pubblico destinato a recepire quel contenuto.

Non c’è incontro dedicato alla formazione su questi temi che tenga, rivolto a studenti o adulti, se a monte non siamo noi stessi ad educarci ad un nuovo concetto di riservatezza. E non si tratta di essere bacchettoni ma solo di scoprire nuovamente quando sia invece estremamente trasgressivo ritornare a quella stessa discrezione che utilizziamo nella vita reale. A costo di rimetterci in popolarità forse, dal punto di vista di alcuni giovani, che privati del loro hobby potrebbero pensare di veder diminuire il numero dei loro amici “social”.

E, in tutto questo, non ho volutamente citato il pericolo che più che i genitori deve far ragionare un attimo in più gli stessi figli: protetti dalla rete tutti noi possiamo costruirci un alter ego credibile, quello che forse saremmo voluti essere, e non sempre dall’altra parte troveremo ad attenderci l’interlocutore che immaginavamo, lo stesso interlocutore che potrebbe tramutare una foto da noi inviata in uno strumento per far leva sulle nostre debolezze.

Di fronte al sexting però e a suoi derivati non ci si difende con la paura ma con il buon senso e la conoscenza: in fondo, quando camminiamo per la strada la foto dei nostri cari o della persona che amiamo la conserviamo al massimo nel portafoglio o in una zona protetta del cellulare, senza abbandonarla sul marciapiede…a beneficio di tutti.

E, se proprio la frittata nel frattempo è stata fatta, possiamo sempre ricorrere per una segnalazione o per trarci d’impaccio alla professionalità e alla discrezione degli agenti della Polizia Postale, presenti in tutte le regioni d’Italia. Senza sperare però che compiano in ogni circostanza miracoli: il loro è un delicato compito preventivo a tutela dei più deboli anzitutto, rivolto a regolamentare l’uso di internet, che però si pone come uno strumento talmente universale da rendere difficile un capillare contrasto. Di fronte al world wide web che sorvola le  nostre teste infatti, anche per soggetti qualificati come i tecnici della Polposte diviene difficile intervenire laddove la ragnatela sia ormai talmente estesa da essere divenuta fuori controllo.

Per una volta dovremmo essere contenti in realtà invece di lamentarci: siamo quindi noi gli unici veri artefici e responsabili dei nostri comportamenti in rete, non dimenticando quanto questi siano reali. 

Di virtuale fortunatamente, se sappiamo come comportarci nel rispetto degli altri e di noi stessi, resta solo il pericolo.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Buoni consigli

Con uno smartphone Android porta con te la tua trasmissione radiofonica preferita!

La radio, che da sempre ci accompagna in vari momenti della nostra giornata, con l’avvento delle nuove tecnologie è sempre di più a portata di tasca. Come? Ci vengono in aiuto i podcast, ovvero file audio liberamente scaricabili disponibili sui siti ufficiali delle principali emittenti radiofoniche, che ci consentono di ascoltare ovunque desideriamo la puntata della nostra trasmissione radiofonica preferita, senza dover a tutti i costi sintonizzarci in diretta. Il podcast, infatti, ci permette ad esempio di ascoltare comodamente in serata la puntata a noi tanto cara andata in onda al mattino, in una fascia oraria in cui per impegni personali o di lavoro proprio non avremmo potuto ricorrere alla radio.

Vi ho incuriosito? Oppure siete già fruitori di podcast? Bene, per ascoltare i nostri programmi basta uno smartphone Android ed un programma ad hoc, tra i vari disponibili gratuitamente sul market ufficiale. La mia scelta è ricaduta su un progetto di Google Labs (e chi sennò…), Google Listen, applicazione leggera e gratuita.

L’interfaccia del programma, una volta installato sul nostro smartphone, è molto scarna ma pratica nell’utilizzo: nella finestra principale dovremo solo cliccare su my subscriptions e indicare nel passaggio successivo l’indirizzo (url) che punta ai podcast della trasmissione che vogliamo seguire. Rintracciarli è semplicissimo, basta andare sui vari siti ufficiali delle principali emittenti e cercare la sezione podcast. Io ho testato Google Listen con il podcast del noto programma di Radio 2 Rai Caterpillar. E’ semplice! Basta andare sul sito ufficiale, cercare la voce podcast e lì, per tutti gli utenti, è a disposizione il link da digitare (o, ancor meglio, da copiare ed incollare) direttamente nell’apposito campo offerto da Google Listen. Tempo qualche secondo, e comparirà davanti a noi una copertina con il titolo del programma, e all’interno troveremo in ordine cronologico tutte le puntate che è possibile scaricare con pochi “tap” sullo schermo dello smartphone. Ovviamente, è possibile – una volta ascoltato il podcast di nostro interesse – scaricarlo integralmente sul dispositivo oppure eliminarlo dopo l’ascolto, così da lasciare spazio ad altre mirabolanti puntate.

Inutile aggiungere che, oltre ai canali Radio Rai, interessanti podcast sono offerti da tutti i principali networks, come Radio Deejay o Radio 105.

E ora, scusate, ma ho un podcast arretrato che mi attende… 😉

Andrea Cartotto

Trainer Andrea