Tecno Recensioni

Volunia: un completo “test su strada”

Dopo la precedente panoramica sul nuovo motore di ricerca nato in Italia, vediamo più da vicino con un test drive come si comporta Volunia nel normale utilizzo, considerando che è ancora in fase di perfezionamento e che l’accesso è consentito al momento solo ai fortunati navigatori che vestono i panni dei power users.

Analizziamo le principali novità del (futuro?) antagonista di Google riassumendole in alcune categorie principali:

messaggi: la novità più evidente che mostra come un motore di ricerca possa essere spiccatamente social. Mediante apposita icona potremo decidere se aprire una barra sulla destra dello schermo dedicata ad una chat che coinvolgerà noi e gli altri utenti di Volunia. Ad esempio, durante la consultazione di una pagina web o mentre stiamo effettuando una ricerca;

mappa: un’intuizione che mi ha colpito e che può rendere la user-experience dei frequentatori della rete davvero diversa dal solito. Una volta nella homepage del sito da noi ricercato, semplicemente cliccando sul pulsante mappa presente nella barra degli strumenti principali di Volunia potremo ottenere in alcuni secondi una mappa completa del sito…come se ci trovassimo all’interno di una città! Avete capito bene, noi diveniamo turisti all’interno di un intero sito web, raffigurato come una città (il cui quartiere principale è la nostra homepage), e a colpo d’occhio possiamo spostarci su un edificio oppure su un altro, raffiguranti le pagine interne del sito. L’unico dubbio che mi sento di avanzare è legato ad un uso quotidiano di Volunia: apprezzeremo davvero questa innovativa rappresentazione grafica o superato l’entusiasmo iniziale la trascureremo ritornando alla classica navigazione per pagine?

Se avessimo bisogno di un’ulteriore conferma, ecco una funzione che ci rivela come Volunia tenti di mettere il navigatore all’interno del suo mondo, attraverso una navigazione in rete che ho già definito social. Non appena raggiungeremo la pagina web da noi desiderata, ci dirà chi ha avuto la nostra stessa idea e si trova, appunto, qui ed ora. Attraverso la lista degli utenti che ci verrà mostrata potremo scegliere ad esempio se metterci in contatto diretto con uno degli utenti, consultare il suo profilo, richiederne l’amicizia.

A proposito di amicizia, caro Facebook, Volunia ha preso spunto dalla tua idea di iniziale di creare per ciascuno di noi una propria rete di contatti (i cosiddetti amici – permettetemi però di ricordare che il concetto di amicizia non è propriamente quello dei social networks….) offrendoci l’opportunità di effettuare un login e quindi di utilizzare il motore di ricerca come utenti registrati. Se ci faremo identificare da Volunia, avremo a disposizione la funzione messaggi (la chat), che altrimenti è disponibile solo in lettura e non in scrittura, e soprattutto potremo ricercare altri utenti da invitare ed aggiungere ai nostri amici, potendo inoltre farci anche rintracciare da loro dopo che avranno semplicemente digitato nel box principale di Volunia il nostro nome e cognome o il nostro pseudonimo: invece che selezionare la voce web per effettuare la ricerca, basterà cliccare sul comando persone.

Una funzione che molto probabilmente useremo con soddisfazione. Immaginiamo di essere all’interno di un sito molto ricco di notizie e di voler passare direttamente alle immagini o ai video presenti, oppure ancora ad eventuali documenti allegati nei consueti formati di testo o nel diffusissimo pdf: basterà, una volta nella homepage del sito da noi ricercato, cliccare sul pulsante media nella barra principale di Volunia e scegliere con un clic cosa vogliamo vedere. Semplice ed efficace!

SHARE!! O, per dirla all’italiana, CONDIVIDI: come condividere al volo una pagina web contenente proprio quell’articolo o quella ricetta che volevamo mostrare al collega, alla compagna o all’amico. Un clic sul pulsante SHARE,

sempre tra i pulsanti principali della toolbar di Volunia, e ci apparirà un ricco menu. Saremo a noi a scegliere se sfruttare gli arcinoti Facebook, Twitter o la cara vecchia e-mail per condividere un link. Ovviamente, nel caso dei social networks, avendo cura come sempre di loggarci con i nostri dati. Da quest’ultimo aspetto possiamo comprendere in maniera a mio parere sufficientemente chiara come Volunia non voglia proporsi in competizione con Facebook, Twitter e similari: non dimentichiamo che nonostante una vocazione social il suo ruolo è comunque quello di un motore di ricerca, che sfrutta le principali reti sociali in maniera complementare per condividere un contenuto web anche attraverso di esse.

Il momento della “pagella” di Trainer Andrea: promuovo l’alunno Volunia con un rotondo 7 sulla fiducia, non sbilanciandomi oltre per due particolari ragioni. Intanto, sono ancora troppo pochi perchè possa essere utilizzato come motore di ricerca principale i siti indicizzati su Volunia, e poi occorrerà attendere il debutto pubblico ufficiale per valutarne in maniera obiettiva pregi e difetti. Come per tutte le innovazioni e le buone idee nell’affollato settore del web e dell’IT un ruolo da protagonisti lo giocheremo noi utenti: il nostro passaparola e l’affiancare Volunia al collaudatissimo e sempre in evoluzione Google ci porterà a un tentativo di migrazione verso il motore di ricerca tricolore oppure ci condurrà a considerarlo un simpatico assistente digitale quando abbiamo voglia di quel qualcosa di diverso.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

 

Il mio sguardo sull'IT

E’ tempo di Volunia…oppure no?

Dopo la curiosità suscitata in occasione della sua presentazione mondiale il 6 febbraio, presso l’Università di Padova, l’interesse per Volunia – nuovo motore di ricerca made in Italy (diciamolo!) – sembra essere fisiologicamente scemato, in attesa che il suo utilizzo venga aperto a tutti gli utenti della rete e che sia ufficialmente stabile.

Pare che in tempi relativamente brevi la fase di testing sarà definitivamente completata e che semplicemente digitando http://www.volunia.com nella barra degli indirizzi di un qualunque browser tutti potranno sperimentare in prima persona un esperienza che potremmo definire, a ragione, un concreto contatto con il mondo di internet 3.0, una nuova frontiera della rete in cui il nostro ruolo sarà quello di utilizzatori  attivi che non si limiteranno alla ricerca di informazioni ma in tempo reale potranno condividerle in maniera social direttamente dal loro motore di ricerca.

Perchè Volunia è proprio questo: un motore di ricerca evoluto sviluppato dal Professor Massimo Marchiori, che dopo aver contribuito in maniera determinante alla nascita del colosso Google per poi seguire in maniera più defilata la sua straordinaria conquista del web, dedicandosi all’insegnamento universitario presso l’ateneo di Padova ha coltivato per anni in segreto l’ambizioso progetto di modellare con le proprie mani un servizio che in qualche maniera andasse ad intaccare il monopolio di fatto acquisito dallo stesso Google.

Queste ottime premesse non potevano che solleticare la mia curiosità come quella di numerosissimi altri internauti, poichè l’esperienza insegna che al di là delle eccellenti premesse e della pur ottima teoria, nulla è meglio di una prova su strada per saggiare le potenzialità di un prodotto o di un servizio e per decretarne da subito il successo o il tramonto. Nel caso di Volunia, l’accesso al momento è riservato ai soli utenti privilegiati, denominati power user, che si sono con anticipo registrati gratuitamente presso l’apposito portale messo a disposizione dagli sviluppatori Volunia, fornendo un indirizzo e-mail valido a cui sarebbero state inviate delle credenziali di prova.

Fortunosamente, dopo una paziente e lunga attesa, anch’io sono entrato a far parte della lista dei power users ed ho potuto verificare (e spremere) dal vivo quanto Volunia metta realmente a disposizione degli utenti, pur con i normali limiti di una versione ancora acerba e sperimentale,

A breve, su queste stesse pagine pubblicherò la recensione della mia prova su strada di un motore di ricerca indubbiamente interessante, con alcune luci ma anche alcune ombre, non fosse altro perchè si troverà ad affrontare l’ingrato compito di scalfire le abitudini del popolo della rete di fronte ad un concorrente, Google, che non sta certo alla finestra ma punta costantemente a migliorarsi e ad offrire servizi innovativi e user friendly.

Nell’attesa, cliccando qui sarà possibile per i ritardatari guardare il video della presentazione in anteprima mondiale di Volunia.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

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Buoni consigli, Il mio sguardo sull'IT

Virtuale…a chi? Breve analisi della vita in digitale

Ci sono alcuni termini in ambito informatico e più diffusamente tecnologico che meritano un doveroso approfondimento, e tra questi c’è proprio virtuale, usato spesso come aggettivo ma anche disinvoltamente come attualissimo sostantivo.

La domanda più classica che ci potremmo porre è: sappiamo realmente cosa significa? Scopriremmo che la risposta non è affatto scontata. Siamo portati a pensare a qualcosa di virtuale come a qualcosa che “non esiste”o, ancor meglio, esiste solo nel mondo del computer, e questo rischia di condurre soprattutto i più giovani ad un pericoloso fraintendimento: il credere cioè che un sinonimo perfetto di virtuale sia irreale.

Se ci ragioniamo un secondo, in effetti, parrebbe che non si tratti di qualcosa di tangibile, che possiamo maneggiare concretamente, ed anzi qualcosa verso cui possiamo manifestare una certa disinvoltura. Prendiamo alcuni classici ritrovi della rete, come Netlog (aggregatore sociale rivolto prevalentemente ai ragazzi) o il più che famoso Facebook, frequentato da internauti di tutte le età ed interessi. Si tratta di enormi piazze non appartenenti alle nostre città ma immensamente più frequentate, più colorate, più vive, aperte a tutte le ore. Piazze, appunto, che definiamo a pieno titolo virtuali. L’unica cosa che ci separa da loro è il monitor del nostro pc (o smartphone, per essere al passo con i tempi), e questo ci consente proprio la disinvoltura a cui facevo riferimento prima. Abiti comodi, niente trucco per signorine e signore, timidezza alle spalle, una foto del nostro profilo convincente (più o meno rispondente al vero) e via con la tastiera, convinti che che le nostre parole si depositino in un mondo intangibile pronte a perdersi nella memoria della rete una volta chiuso il sito del quale siamo frequentatori (e consumatori) quotidiani. Anzi, aggiungiamo che sappiamo bene che la rete diviene proprietaria di tutto ciò che facciamo scivolare su di essa, ma proprio perchè si tratta di un mondo virtuale non ce ne curiamo abbastanza. Ma com’è veramente il nostro rapporto con il computer e con internet? Per comprenderlo pienamente basterebbe sostituire al termine virtuale il più corretto ed appropriato termine digitale, come consiglio sempre di fase in occasione dei miei corsi e degli incontri in cui sono chiamato a parlare di sicurezza informatica. Parlare di digitale significa certamente fare riferimento ad un’esperienza che nasce e vive grazie al computer, ma che esiste eccome! E che, come tale, produce conseguenze dirette ed indirette nella nostra vita quotidiana, quella reale. Il più classico degli esempi lo potremmo fare prendendo a modello una chiacchiera in chat o una conversazione tramite i social networks con un interlocutore che abbiamo conosciuto solo in rete e di cui dunque non possiamo e non dobbiamo fidarci. Quella conversazione è tutto tranne che virtuale, proprio perchè può produrre tangibili effetti nella vita reale. Che tale riflessione non sia affatto scontata e cristallina ce lo dicono gli episodi di cronaca che fanno riferimento a Facebook ed ai suoi derivati e che vedono coinvolti tanto utenti giovani, talvolta minorenni, quanto più adulti e presumibilmente più consapevoli.

Ecco che allora la nostra presenza sulla rete (e i formidabili strumenti che ci mette a disposizione) deve semplicemente essere una proiezione di noi stessi rispondente al vero, con i nostri punti di forza e le nostre debolezze, e non un modo di costruirci una identità alternativa, quello che in gergo viene definito un alias.

Di virtuale insomma possono esserci giusto i nostri sogni, le nostre aspirazioni, ma attenzione: essere cittadini di questa era, l’era digitale, ci consente di sfruttare proprio Internet e il suo potenziale per far divenire anche quelli delle soddisfacenti realtà!

Andrea Cartotto

Trainer Andrea

Pillole

Mai pensato ad un Natale versione “social”?

Si avvicina il tempo del Natale: luminarie, supermercati colmi di ogni bene, buoni propositi spesso disattesi…

Sarà che sono tradizionalista e forse un po’ all’antica, ma mi piace pensare al Natale come ad un momento intimo, anche spirituale, in cui di certo raccogliersi con i propri cari per fare festa ma anche per fermarsi a pensare e a fare un bilancio dell’anno che sta per concludersi.

 Per chi crede, è il momento in cui si para davanti ai nostri occhi una delle    immagini più antiche: una mangiatoia con un bue ed un asinello e due  genitori trepidanti di felicità per la nascita di un figlio…quel bambino che  ha poi cambiato la storia.

Certo, siamo nel 2011, la tecnologia è imperante e molte volte ci semplifica la vita e offre straordinarie opportunità per cui…cosa succederebbe se Maria e Giuseppe dovessero formare ora un nucleo familiare e dare vita così alla nascita del Bambino? In maniera garbata una “ipotesi” di Natale decisamente al passo con i tempi la potete trovare qui, con una piccola clip video che narra una versione della storia che tutti conosciamo decisamente…”social”.

Andrea Cartotto

Trainer Andrea